Consiglio regionale Basilicata, addette alle pulizie: la nostra paga è la metà della soglia di povertà

Le dipendenti scrivono a Bardi e Cicala: "Prendete visione della gara che ha prodotto il cambio d'appalto"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che le lavoratrici addette alle pulizie del Consiglio regionale della Basilicata hanno inciato al presidente della Regione, Vito Bardi, e al presidente del Consiglio, Carmine Cicala.

“Con la presente noi sottoscritte lavoratrici addette al servizio di pulizia del Consiglio Regionale di Basilicata ci rivolgiamo alle Autorità Regionali, affinché possano valutare direttamente quanto sta accadendo presumibilmente contro la volontà dei vertici regionali e per qualcosa che verosimilmente non è stata scritta così come avrebbe dovuto esserlo né è stato dato il giusto peso alle Leggi ed alla Costituzione Italiana quando è stato dato un assurdo permesso fatto di tagli di ore e di personale relativo al servizio di pulizie del Consiglio Regionale di Basilicata.

Preliminarmente si intende far rilevare a chi di dovere che a fronte di una emergenza planetaria quale è quella del Coronavirus o Covid19, che ha dettato nuovi modelli per qualsiasi attività di lavoro, incluso e soprattutto nelle sedi Istituzionali, che è fatto non solo dal rispetto delle distanze tra persone e dover indossare i dispositivi di sicurezza individuale, ma è fatto anche e soprattutto di sanificazione, igienizzazione, pulizie approfondite e costanti sui luoghi di lavoro ed aperti al pubblico.

Bene contemporaneamente all’emergenza si dà il caso che la subentrante ditta vincitrice dell’appalto abbia proposto una organizzazione del lavoro che taglierebbe del 40% le ore, per altro già ridotte, del personale, e che contemporaneamente prevede un monte ore per 2 responsabili e non uno, pari a 6.000 ore. Tanto ci è stato dichiarato dal dirigente Regionale dr. Fiore la mattina del 08.06.2020 in occasione del sit in realizzato dalle organizzazioni e dai dipendenti per protestare contro questi assurdi tagli che porterebbero alla fame tutti gli addetti del settore.

Viene da porsi una domanda com’è possibile che a fronte delle 55 settimane lavorative, che se fossero coperte tutte dalla presenza in servizio di entrambi i responsabili ci vorrebbero 1650 ore in full time, che moltiplicati per due produrrebbero un totale di 3.300 ore si prevedano ben 6.000 ore ipotizzando che queste persone lavorino anche di notte in totale violazione dei principi del CCNL e delle vigenti leggi in materia, mentre contemporaneamente si pretende di portare, in violazione anche dell’art. 97 della Costituzione Italiana, il principio di imparzialità, delle lavoratrici a 15 ore di lavoro settimanali corrispondenti ad una paga che rappresenta la metà della soglia prevista dalla Repubblica Italiana come soglia di povertà?

Noi ci chiediamo come possano anche solo discutersi simili follie contrarie alle leggi ed al buon senso in un momento di così grave importanza del settore delle pulizie. Ci è stato risposto che i due responsabili dovrebbero provvedere al taglio dell’erbetta ed alla pulizia delle vetrine. Bene ci chiediamo se delle funzioni accessorie possano valere in termini di criteri di distribuzione delle ore, un peso maggiore della pulizia dei luoghi di lavoro e di accesso al pubblico.

Per le ragioni sopra esposte noi lavoratrici ex Lucente e Pulitori e Affini attualmente alle dipendenze della subentrante Ati La Meranese chiediamo al Presidente del Consiglio Carmine Cicala ed informiamo il Presidente della Giunta Gen. Vito Bardi di prendere visione della gara che ha prodotto quale vincitore la società, di come si sia potuto verificare un errore così grossolano e di come non ci si sia neppure resi conto dei tempi che stiamo vivendo relativamente alla pandemia ed alle pulizie accurate che questa comporta per prevenire ed evitare l’insorgere di focolai sui luoghi di lavoro”.

Le dipendenti del servizio Pulizie del Consiglio Regionale di Basilicata