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La Basilicata di Vito Bardi non esiste, è un tragico bluff

Il presidente pensa di stare in una regione sospesa nel tempo, un luogo tra parentesi, in divenire. E così non è. Qualcuno glielo dica

Il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha preso parte nel pomeriggio di ieri, 4 giugno, a un seminario interattivo su internet organizzato da Sviluppo Basilicata e dedicato ai modelli di sviluppo del prossimo futuro e alle opportunità per gli start-up e le imprese.

Dice Bardi: “Per uscire dalla crisi ci vogliono idee e imprese nuove e originali. Per questo è importante parlare di modelli di sviluppo del prossimo futuro e opportunità per startup e imprese”.

Purtroppo non è importante parlare di modelli di sviluppo, ma è importante, anzi urgente, promuoverli e realizzarli. Ma per farlo bisogna sapere quali politiche occorrano, di quali stimoli normativi ci sia la necessità e, soprattutto, quali modelli di sviluppo si hanno in testa, studiati da chi, condivisi con chi. Tutto questo non è dato saperlo, acclarata ormai la cronica mancanza di visione e di strategie di questa Giunta. Stiamo ancora spettando il documento strategico che bisognava approvare ormai da oltre un anno. E quando parliamo di documento strategico parliamo di bussola delle politiche per lo sviluppo.

Bardi aggiunge: “Serve un’analisi dello scenario nel quale ci troviamo per poter anticipare i tempi, immaginare nuovi modelli e dare una spinta positiva per il futuro.”

Bene, se serve un’analisi fatela, se serve immaginare nuovi modelli immaginateli. Il livello delle chiacchiere ha raggiunto il punto di annegamento. Vito Bardi pensa, e parla, da presidente onorario di qualche ordine cavalleresco. Non si è ancora reso conto che lui è il responsabile del governo di questa regione. E non si è ancora reso conto di quali siano le condizioni storiche attuali, sul piano dell’economia, della società, dei servizi pubblici, del sistema burocratico che segnano negativamente la Basilicata. Il presidente pensa di stare in una regione sospesa nel tempo, un luogo tra parentesi, in divenire. E così non è. Qualcuno glielo dica.

Bardi parla: “Perché i giovani possano godere di nuove opportunità, attendiamo da loro l’energia necessaria per rovesciare i paradigmi dello sviluppo.

Nel quadro dell’immobilismo strategico della Regione, attendiamo dai giovani l’energia. Quali giovani, quelli che emigrano per causa delle porcherie nei concorsi e nelle nomine? Quali giovani, quelli sfiduciati da una politica che li chiama in causa soltanto al momento del voto? Quali giovani, quelli che vanno a studiare altrove per le carenze di servizi e di infrastrutture formative di qualità? Quelli che devono assistere alle carriere di incapaci nella pubblica amministrazione, nelle strutture sanitarie, negli enti sub regionali e nelle aziende a partecipazione pubblica? Quelli che hanno la dignità di dire no agli abusi, all’arroganza dei predatori di questa terra?

È vero, Vito Bardi non sa dove si trova, nessuno glielo dice, chi lo circonda ne approfitta, ma un briciolo di serietà non si nega a nessuno.