Ospedale San Carlo fermo, Cgil: “Bardi intervenga con chiarezza”

Il segretario Summa chiede che si metta fine all'immobilismo della direzione generale

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“Il presidente Bardi intervenga con chiarezza rispetto all’evidente immobilismo della direzione generale dell’azienda ospedaliera regionale San Carlo che è ormai diventato  il principale ostacolo alla ripartenza dei servizi e delle attività”. È quanto afferma in una nota il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa.

“Il dg Massimo Barresi, se già prima dell’emergenza aveva dato prova delle sue capacità gestionali, oggi  conferma la sua poca lungimiranza nel riprogrammare le attività – continua Summa – Al di là dei proclami, l’impatto dell’epidemia da Covid 19 sui livelli di assistenza in Basilicata è evidente. Un’emergenza dopo l’altra, tra interventi chirurgici rinviati, controlli ambulatoriali e oncologici  rimasti in sospeso nei mesi del lockdown. Un’onda che investe l’ospedale San Carlo che per tutta risposta pensa di ridurre di un quinto la sua attività schermendosi dietro la sicurezza da tutelare.

Invece di ragionare su come potenziare le attività ambulatoriali e chirurgiche – aggiunge il segretario – sembra che l’unica preoccupazione del direttore generale sia quella di essere esentato da qualsiasi potenziale responsabilità di un possibile rischio da covid.

Già c’erano forti dubbi sulla capacità di assicurare i Lea dopo il riordino del 2017, adesso c’è la certezza. Il Covid non può diventare la foglia di fico della propria incapacità gestionale.

La direzione strategica del San Carlo, chiusa nella sua  torre di vetro – conclude Summa – invece di far ripartire tutta la macchina sembra anteporre alla tutela della salute dei lucani il timore di non correre rischi personali. Non è il tempo delle schermaglie, ognuno si assuma le responsabilità legate al ruolo rivestito.

La buona notizia è che i dati sul contagio sono positivi: questo deve consentirci di cominciare a recuperare le prestazioni da subito; certo, con tutte le cautele, ma con una capacità di visione programmatoria che va assolutamente recuperata e che evidentemente non collima con chi dirige attualmente l’azienda ospedaliera regionale”.

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