Potenza. La maleducazione della politica e il cinismo imprenditoriale

L’affidamento diretto dei lavori all’impresa del marito dell’assessore Alessandra Sagarese

È la fine di gennaio quando il Comune di Potenza decide che al termine dei lavori di rifacimento del Ponte di Montereale si rende necessario eseguire anche la riqualificazione della scalinata fra Via Viggiani e Via della Pineta. E siccome la ditta che ha realizzato i lavori del Ponte “non ha manifestato la volontà di eseguire anche i lavori della scalinata”, si fa un bell’affidamento diretto da 36mila euro oltre iva alla MancusImmobiliare S.r.l. il cui amministratore è il marito dell’assessore all’Istruzione del Comune.

E perché proprio a quella ditta? Presto detto: “la ditta MancusImmobiliare S.r.l., quale consorziata del Consorzio Stabile Valori Scarl, ha eseguito i lavori di riqualificazione dei vicoli del Centro Storico a perfetta regola d’arte e li ha terminati prima del previsto, ottenendo unanimi consensi sulla qualità dell’esecuzione dei lavori eseguiti”. Così scrive nella determina il dirigente che aggiunge: trattandosi di lavorazioni identiche, al fine di garantire una esecuzione dei lavori a perfetta regola d’arte, si affida alla MancusImmobiliare la riqualificazione della scalinata.

È vero che la legge consente gli affidamenti diretti sotto la soglia dei 40mila euro, ma le motivazioni del dirigente sono alquanto curiose. Il ragionamento in sintesi è il seguente: la ditta ha fatto bene altri lavori simili, perciò farà bene anche questi. Unanimi consensi, che cosa vuol dire? È una motivazione per affidare un lavoro senza gara? Non ci sono altre ditte capaci in tutta la Città? Magari piccole imprese che fanno fatica a stare in piedi per la penuria di lavoro dovuta anche all’ingordigia di alcuni monopolisti sempre accarezzati dalla politica? Evidentemente no. Ad ogni modo, siamo di fronte all’ennesima prova di maleducazione politica che richiama il senso – inesistente – di opportunità di chi amministra la cosa pubblica.

Certo, la scusa è sempre la stessa: “si tratta di un atto amministrativo”. Per favore, un minino di decenza.

Qui la determinazione dirigenziale