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Acquisto mascherine e firma falsa, indagato il dg dell’ospedale San Carlo di Potenza

Nei giorni scorsi avevano fatto clamore le dichiarazioni del Direttore della Farmacia ospedaliera che aveva disconosciuto l'ordine fatto a suo nome

Il direttore generale dell’Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza, Massimo Barresi, è indagato per l’acquisto di 290 mascherine a pieno facciale e 800 filtri rivelatosi poi inutile e finito al centro di un vero e proprio mistero” che si sarebbe consumato all’interno della struttura ospedaliera.

La notizia è stata anticipata da Il Quotidiano del Sud di oggi.

La Procura di Potenza ha dunque aperto un fascicolo sull’acquisto dei dispositivi di protezione personale dalla ditta Italfor di Rionero in Vulture disposto dal dg Barresi, il 23 marzo scorso, in piena emergenza coronavirus. La Guardia di Finanza, che ha notificato l’avviso di garanzia, ha poi perquisito l’ufficio del direttore generale.

Nei giorni scorsi in una nostra inchiesta giornalistica abbiamo pubblicato tutti i dettagli della vicenda, sollevando anche ipotesi di reato.

La Procura vuole vederci chiaro dopo le dichiarazioni, finite sulla stampa locale, del Direttore della Farmacia del San Carlo, Anna Maria De Michele, che ha dichiarato di non aver mai inviato e firmato la nota al direttore amministrativo e al direttore provveditorato-economato nella quale veniva richiesto con “la massima urgenza ed indifferibilità” l’aqcuisto “di n. 290 maschere a pieno facciale selecta cod.4332030 e n. 800 filtri serie Dirin 230 P3 presso la ditta Italfor S.r.l. di Laurenza Giovanni, disponibile alla fornitura immediata e tempestiva dei dispositivi di protezione di cui trattasi, come da allegate schede tecniche”. 

Il direttore De Michele disconosce anche la firma apposta sul documento: “Quel documento-scrive la De Michele alla direzione strategica– è immotivatamente e significativamente diverso da quello da me predisposto per la deliberazione aziendale, documento affidato alla dottoressa Antonella Angione (sua collaboratrice ndr).

Anche per quest’ultima la Guardia di Finanza ha notificato un avviso di garanzia, sarebbe infatti lei ad aver apposto materialmente quella firma sull’ordine d’acquisto, disconosciuta dalla direttrice De Michele.

Le ipotesi di reato per cui si indaga sono il falso e la turbativa.