Basilicata. La Corte dei Conti bacchetta il bilancio 2018 della Regione: parziale parificazione

Si è svolta stamane, 28 luglio, l’udienza della Corte dei Conti per il Giudizio di parificazione relativo al rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2018 della Regione Basilicata

Si è svolta stamane, 28 luglio, l’udienza della Corte dei Conti per il Giudizio di parificazione relativo al rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2018 della Regione Basilicata.

Vediamo le problematiche e le criticità emergenti dal rendiconto relativo all’esercizio finanziario 2018 della Regione

Inaffidabilità dei crediti

Deve registrarsi – scrive la Corte –  un peggioramento della percentuale di riscossione dei residui attivi (pari al 38,64%) rispetto al dato (55,27%) accertato nell’esercizio 2017. Orbene, un aspetto importante per la salute finanziaria degli enti pubblici e soprattutto di quelli di maggiore dimensione, come le Regioni, è l’affidabilità dei loro crediti. Più nello specifico, la corretta gestione dei residui attivi costituisce una variabile fondamentale.

Anche il dato dei residui passivi è in netto incremento rispetto a quello del precedente esercizio. Si ricorda, a tale riguardo, che i residui passivi contribuiscono negativamente al calcolo del risultato di amministrazione, in quanto rappresentano dei debiti che l’Ente regionale ha nei confronti di soggetti terzi.

Scarsa capacità di spesa

In generale, sul versante della spesa, dalla analisi della dinamica complessiva della stessa, deve osservarsi come emerga, quale criticità strutturale, una scarsa capacità di programmazione della spesa in conto capitale. Tra tutte, si cita, come esempio emblematico, la difficoltà a spendere le risorse derivanti dalle c.d. royalties relative alle estrazioni petrolifere proprio per la mancanza di programmazione a monte. A tale proposito, questa Procura auspica una specifica indagine sul punto della Sezione regionale di controllo, in considerazione dei notevoli flussi finanziari che possono assicurare al bilancio della Regione Basilicata.

Il complesso lavoro istruttorio della Sezione ha messo, poi, in evidenza una serie di criticità sotto il profilo della mancata copertura finanziaria di alcune leggi regionali, che si sostanziano in: a) copertura finanziaria formale non corrispondente alla copertura finanziaria sostanziale; b) copertura finanziaria insostenibile perché in violazione – formale e concreta – di specifiche prescrizioni di legge; c) copertura finanziaria “ non sufficientemente sicura” nel quantum perché individuata in assenza della preventiva quantificazione degli oneri da “coprire”; d) copertura finanziaria “tempestivamente” o “quantitativamente” inadeguata rispetto agli oneri da sostenere; e) copertura finanziaria “postuma” rispetto alla legge che introduce il nuovo o maggiore onere finanziario.

Aumento della spesa per il personale

Per quanto concerne la spesa per il personale, nel complesso, risultano confermate le criticità evidenziate nei giudizi di parificazione precedenti a quello attuale, sottolineandosi l’inadempimento, in più di un caso, degli obblighi di pubblicazione degli incarichi di collaborazione e consulenza nel sito istituzionale della Regione Basilicata, come noto sanzionato anche da responsabilità erariale.

Sembra definito, finalmente, l’elenco degli organismi facenti parte del c.d. Gruppo Basilicata, non essendo emersi più “nuovi” organismi, sic come in occasione della parifica del rendiconto 2017.

Suscita preoccupazione, invece, il fatto che la maggior parte degli organismi inseriti nel “Gruppo” registrino nel 2018 incrementi di spesa di personale rispetto all’esercizio precedente senza che ricorra una oggettiva giustificazione. Emblematico è il caso di ARLAB: a fronte della riduzione di n.8 unità si è verificato un aumento del costo del personale da € 3.503.177,00 a € 4.196.936,00 nel 2018.

 La spesa sanitaria

Per quanto riguarda, poi, il comparto sanità si segnala come sia stato “sforato” il tetto di spesa farmaceutica per acquisiti diretti con il dato del 10,08% a valere sul PSN, tale da porre la Regione Basilicata al quinto posto della graduatoria delle Regioni con più elevato indice di spesa (e, quindi, di sforamento).

Preoccupa, inoltre, il dato riguardante la mobilità sanitaria passiva interregionale, vale a dire il fenomeno della migrazione sanitaria in altre Regioni, in quanto il saldo netto è di € – 42.847.098 ossia in netto peggioramento anche rispetto ai valori del 2017 (€ – 40.353.166). Risulta, pertanto, necessario che la Regione provveda ad adottare tutte le misure necessario per arginare tale fenomeno, non essendosi rivelate risolutive le misure indicate dalla stessa in sede istruttoria

Il controllo sulla macchina amministrativa

L’ultima parte della relazione della Sezione è dedicata alla analisi del funzionamento della macchina amministrativa sotto il profilo dei controlli interni, e del ciclo della performance.

Le criticità segnalate riguardano, in primo luogo, il fatto che la Regione, così come accaduto nel 2017, anche nell’esercizio 2018 la regione ha esercitato soltanto i seguenti controlli: controllo di regolarità amministrativa e contabile, controllo di gestione, controllo strategico e valutazione del personale dirigenziale; tralasciando altre forme più incisive di controllo: controlli sulla qualità dei servizi, sulla qualità della legislazione e sull’impatto della regolazione.

Sono emerse, inoltre, consistenti carenze nel controllo sugli organismi partecipati. Il ciclo della performance, infine, viene visto quasi esclusivamente in funzione della erogazione della retribuzione variabile mentre il perseguimento dello scopo del miglioramento della performance è una opzione in secondo piano!

In fine, il Procuratore regionale della Corte, Vittorio Raeli ha chiesto, alla Sezione regionale di controllo, la parziale parificazione del rendiconto generale della Regione Basilicata per l’esercizio finanziario 2018, nelle componenti del conto finanziario e del conto del patrimonio, nei limiti precisati nella memoria scritta, e salvo diverso avviso del Collegio, previa rimessione alla Corte costituzionale – qualora ritenuta rilevante ai fini della parifica e non manifestamente infondata – della questione di legittimità costituzionale delle disposizioni di legge incidenti sul rendiconto, per violazione dell’obbligo di copertura finanziaria delle nuove o maggiori spese ex art. 81 della Costituzione.