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Basilicata. Vito Bardi gioca a mosca cieca col futuro dei lucani

Sul Piano strategico regionale i cittadini trattati da imbecilli. Siamo nelle mani di una lumaca spaesata

Il Consiglio regionale avrebbe dovuto deliberare gli indirizzi per la redazione del Piano strategico della Regione Basilicata entro 30 giorni dalla presentazione della relazione programmatica del presidente Bardi. Lo prevede lo Statuto.

Il Piano strategico è fondamentale per il governo della Regione, per l’azione di controllo politico da parte della società civile, e rappresenta la bussola delle politiche da mettere in campo e delle scelte in materia di economia e finanza. Insomma, è lo strumento fondamentale per non navigare a vista.

Tuttavia, sono trascorsi 14 mesi dall’insediamento della Giunta di centro destra e di Piano strategico non si è vista l’ombra. Un anno fa, esattamente il 6 luglio 2019, avevamo ipotizzato (oroscopicamente) che l’iter si sarebbe concluso, seppure con grave ritardo, entro dicembre 2019. Macché!

Ieri, 8 luglio, come se nulla fosse, il presidente Vito Bardi fa sapere a mezzo stampa che c’è stato il primo incontro in Regione, per definire le linee del Piano strategico per la Basilicata. Il documento è già in fase di elaborazione. Già in fase di elaborazione? Complimenti per la velocità. In fondo aver amministrato questa regione per oltre un anno, giocando a mosca cieca, deve essere stato molto divertente.

E come se i lucani fossero degli imbecilli, la lumaca spaesata che governa questa povera terra ha aggiunto: “Sarà un iter veloce, non si può aspettare oltre. La Basilicata e i lucani hanno bisogno di risposte positive per il loro futuro”.

Quelle parole, “iter veloce, non si può aspettare”, hanno il sapore di una clamorosa presa per i fondelli.

Anche in questa occasione, il presidente Bardi, ha rinforzato i dubbi sulla sua adeguatezza nell’affrontare le gigantesche sfide del futuro di questa Regione. Se diamo uno sguardo a questi mesi di papocchi, di vuoti strategici, di assoluta mancanza di visione nell’azione di governo regionale, non possiamo che essere pessimisti.

Il destino del Piano strategico è segnato: sarà carta straccia a sancire un adempimento formale, oppure sarà un documento dai contenuti impraticabili e inguardabili. Questa previsione nulla c’entra con l’oroscopo, anche se gli astrologi spesso ci azzeccano meglio di certi economisti. Ribadiamo la necessità imminente, per questa povera Basilicata, che il presidente rassegni le dimissioni, prima che sia troppo tardi.

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