Il morto non cammina più. Storia aggiornata della Venum 3.0

Azienda ormai fallita, decine di lavoratori abbandonati al loro doloroso destino, manager e amministratori la fanno franca

La giostra delle società che gira intorno alla Venum 3.0 S.r.l. di Potenza lascerebbe immaginare un’altra storia di quelle già viste. Quella storia per cui si lascia morire un’azienda con tutti i filistei, vale a dire creditori, lavoratori abbandonati sulla strada, per rifarne altre in continuità con la vecchia senza che questa continuità appaia volontariamente predeterminata. È un’ipotesi senza alcun fondamento ma forse con qualche indizio ragionevole.  Ripercorriamo la vicenda a partire dalla nostra inchiesta giornalistica del maggio 2019 per capire che cosa stia accadendo in questi giorni.

Che cos’è (era) la Venum 3.0 S.r.l.

Era un’azienda che operava nel settore dei servizi informatici, una digital factory. Viene costituita il 20 marzo 2015 con un capitale sociale di 10mila euro. Soci al momento della costituzione sono: Roberto Spera 9%, Giovanni Paterna 91%. Amministratore unico Antonio Altomonte.

La Venum si è anche occupata della realizzazione dei siti web di alcuni candidati di centrodestra alle ultime elezioni regionali. Amministratore tecnico di contatto, in alcuni di questi siti, era registrato Antonio Altomonte con l’indirizzo del suo domicilio potentino.

Sugli organi di stampa nel maggio del 2017 la Venum lancia un grido di allarme: “Cerchiamo personale ma non troviamo nessuno in grado di soddisfare le nostre esigenze”.

Il personale arriva, ma a distanza di poco più di un anno l’azienda comincia a ritardare fino a 4 mesi il pagamento degli stipendi e il sindacato apre la vertenza.

Sale agli onori della cronaca nei primi mesi del 2019 per il licenziamento, poi sostituito con dimissione per giusta causa, di 70 lavoratori. La vertenza è ormai chiusa con l’istanza di fallimento presentata il 1 luglio 2020.

Nel maggio 2019 scrivemmo: L’azienda sarebbe ormai finita nel disastro dei debiti con l’erario, con i dipendenti e con i fornitori. Destinata a chiudere? Perché ancora sopravvive nonostante tutto? E chi deciderà il giorno e l’ora della sua definitiva dipartita? Perché decine di famiglie sono finite in mezzo alla strada e aspettano ancora gli emolumenti arretrati?

E scrivemmo anche allora, che: Sarebbero già pronte due Società a sostituire la Venum 3.0. Forse. Si tratterebbe della Digitaleria S.r.l. e della Goo2Web S.r.l., nate per fare le stesse cose della società moribonda. Nella Digitaleria S.r.l. i soci sono Claudio Gionti e Maria Nolé, compagna dell’attuale amministratore unico della Venum Giuseppe Traficante. Nella Goo2Web amministratore unico e socio al 30% è Antonio Altomonte già amministratore della Venum insieme a Traficante, socio al 70% Maria Nolè. Tutto lascerebbe immaginare che le due società siano riconducibili alle stesse persone che starebbero per staccare la spina alla Venum.

Come e perché sarebbe nata la Venum?

A Giuseppe Traficante va male con la GT Service S.r.l. e poi con la RT Service S.r.l., e prova così a investire in Albania. Sposta l’attività, una commessa con INSEM SPA, della RT service a Durazzo, dove il costo del lavoro è decisamente più basso. Ad ogni modo le cose vanno male anche in Albania, nonostante tutto. A Durazzo Traficante molla tutto lasciandosi alle spalle debiti e questioni contrattuali irrisolte.

Che si fa? Un’altra società a Potenza. La Venum 3.0, appunto. La nuova società può contare su una commessa della Axélero spa di Milano, probabilmente grazie all’impegno dell’amico di Giuseppe Traficante, Claudio Gionti, dirigente della società milanese. All’inizio le cose non vanno male, anche se le difficoltà crescono col passare del tempo. I milanesi pagano a 90 giorni e dunque bisogna anticipare i costi del personale. Trovare un istituto di credito disposto a fornire una linea di credito di anticipo fatture non è facile. Infatti, l’amministratore unico dell’epoca, stretto collaboratore di Traficante, non è bancabile. Si cambia l’amministratore unico, viene nominato Armando De Meo, e finalmente Banca IFIS concede la linea di credito. I veri problemi della Venum comincerebbero quando si ritorna ad agire con i vecchi schemi imprenditoriali di Giuseppe Traficante e Antonio Altomonte, insieme con Claudio Gionti dirigente Axélero, società dalla quale sarebbe stato licenziato o, come lui assicura, si sarebbe dimesso.

Venum 3.0 mainsponsor del Potenza Calcio

La Venum firma il contratto di sponsorizzazione: 60mila euro. Soldi che la Società non aveva. Tuttavia, Traficante assicura agli altri soci: “I soldi rientreranno dal merchandising dato in esclusiva alla Venum.” Tra vendita di magliette, gadget e ritorno pubblicitario, l’azienda avrebbe ricavato più dei 60mila euro impegnati nello sponsor. Previsione sbagliata. La Venum ci avrebbe rimesso. Sarebbe anche interessante sapere con quali modalità è avvenuto il versamento dei 60mila euro. Ad oggi, nessuno ha chiarito.

La Webphone S.r.l., la Call Service S.r.l. e le anticipazioni a perdere

L’amministrazione comunale di Calvello nel 2015, con un bando pubblico a valere sulle risorse dei ristorni petroliferi, concede contributi, tra le altre, anche a queste due aziende in cambio dell’assunzione di lavoratori residenti nel territorio comunale. Ne assumono 10, tutti disoccupati, per licenziarli dalla mattina alla sera, senza alcuna motivazione, alla fine del 2017. Mollano dieci lavoratori e rispettive famiglie con spettanze arretrate mai pagate. Tra i soci della Webphone e della Call Service ritroviamo persone direttamente riconducibili a Giuseppe Traficante. Anzi, amministratore unico della Webphone nel 2017 è Giuseppe Traficante.

Le risorse per pagare le spettanze ai lavoratori prima del licenziamento, a parte gli arretrati, venivano anticipate dalla Venum 3.0 con la promessa che le due società titolari del contratto con il Comune di Calvello le avrebbero restituite a incasso fatture. La Venum 3.0 non avrebbe visto un euro di restituzione delle anticipazioni concesse, mentre le due società avrebbero tranquillamente incassato gli emolumenti della società committente, Axélero, e il contributo del Comune.

Le assunzioni delle mogli

Nel giugno 2017 la Venum assume la moglie di Antonio Altomonte. L’assunzione non sarebbe stata motivata se non dal fatto che la coniuge è in dolce attesa. “Un modo per percepire la maternità”, ci dicono.  Nel 2018 viene assunta anche la moglie di Claudio Gionti e anche in questo caso, ci dicono le nostre fonti, non si capisce il motivo. Sembra che la signora Gionti non abbia mai messo piede nell’azienda. Fatto sta che Claudio Gionti non avrebbe avuto alcun rapporto formale con la Venum nel periodo da novembre 2017 a giugno 2018 eppure in quel periodo avrebbe percepito denaro dalla società probabilmente in forma indiretta. Gionti lo troveremo socio al 50% della Digitaleria S.r.l., insieme alla compagna di Traficante, di cui ci occupiamo tra poco.

 Quando la Axélero viene tradita con gli svizzeri

La Venum è già in cattive acque quando Giuseppe Traficante prende contatti con due società svizzere, la Identity e la Webidoo, concorrenti della Axélero. Tradisce la società milanese venendo meno ai patti e sottoscrive un accordo con gli svizzeri. Gran parte della rete commerciale della Axélero, azienda già in cattive acque finanziariamente, viene così smantellata.  Traficante prende in fitto un immobile nella zona industriale di Tito con la Goo2Web S.r.l., trasferisce 30 dipendenti della Venum 3.0 e comincia a lavorare con la svizzera Webidoo. Da novembre 2017 a luglio 2018 la Goo2Web fattura alla società svizzera. Dove sono finiti i soldi? E con quale procedura ai sensi di legge è avvenuto il trasferimento di personale dalla Venum alla Goo2Web? Esisteva un patto tra la Venum e la Goo2Web?

Amministratore unico della Goo2Web, costituita il 2 novembre 2017, con sede legale a Milano, è Antonio Altomonte, già amministratore, liquidatore e socio di decine di società e Commissario straordinario di nomina leghista all’Eipli.  Socio al 70% è Maria Nolè compagna di Giuseppe Traficante. Goo2Web è in circolazione da poco più di un anno, ha preso commesse dagli svizzeri, sottraendo fatturato alla Venum e tradendo il patto con la Axélero.  A quale scopo?

Intanto la Axélero muore. Il 28 febbraio 2019 il consiglio di amministrazione deposita proposta di concordato preventivo al Tribunale di Milano. Il 17 aprile 2019 lo stesso Tribunale dichiara improcedibile la proposta. In fine, il 27 maggio 2020, il Tribunale di Milano dichiara il fallimento della Società.

Perché viene costituita la Digitaleria srls?

Sembra la sorella gemella della Goo2Web. La Digitaleria è costituita il 17 dicembre 2018 e inizia l’attività il 2 febbraio 2019, con quali commesse – scrivemmo nel maggio 2019 – ancora non lo sappiamo, ma un dubbio ci assale. Soci della neonata società sono Claudio Gionti, amministratore unico, e la compagna di Giuseppe Traficante, Maria Nolè. Sembra essere stata costituita per qualche scopo particolare, al momento non verificabile. Certamente strano nei contenuti il sito web della società, c’è scritto, tra l’altro: “Siamo la più grande Digital Factory italiana con un team composto da 87 digital specialist. Abbiamo 20 anni di esperienza certificata nel settore del business process outsourcing di servizi digitali e abbiamo realizzato oltre 10.000 progetti web per le principali Digital Company italiane. Per la verità è molto difficile immaginare che una società attiva da tre mesi con zero dipendenti possa vantare un curriculum così ricco. E sempre per la verità pare che quel pomposo biglietto da visita sia lo stesso usato dalla Venum 3.0 nel suo primo sito web.

Conclusioni dell’inchiesta del maggio 2019

La giostra delle società che gira intorno alla Venum 3.0 lascerebbe immaginare un’altra storia di quelle già viste. Quella storia per cui si lascia morire un’azienda con tutti i filistei, vale a dire creditori, lavoratori abbandonati sulla strada, per rifarne altre in continuità con la vecchia senza che questa continuità appaia volontariamente predeterminata. È un’ipotesi senza alcun fondamento ma forse con qualche indizio ragionevole.

Fine della storia?

Oggi, 10 luglio 2020, sappiamo che nel frattempo i lavoratori sono stati abbandonati al loro destino, insieme a qualche creditore. Gli amministratori della Venum il 25 giugno 2020, scadenza per il deposito dei documenti per il concordato preventivo, non depositano alcun documento. Il 1 luglio 2020 un gruppo di lavoratori presenta istanza di fallimento, quel fallimento che – presumibilmente – anche l’amministratore unico dell’azienda si “auspicava”.  L’udienza è fissata il 16 luglio 2020.  Anche la Axélero, con sentenza del 27 maggio 2020 è fallita.

Intanto però…

Il 20 febbraio 2020 viene costituita la MIND UP CONSULTING SRL, con sede a Milano e unità locale a Tito in Contrada Santa Loja e sede operativa a Potenza in via della Tecnica 18 (stessa sede della Venum 3.0). Amministratore unico è Leonardo Cucchiarini, Founder e CEO della fallita Axélero S.p.A., tra i soci, in tutto quattro, Maria Nolé, compagna di Giuseppe Traficante.  L’oggetto sociale è molto simile a quello della Venum. L’azienda sembra stia già lavorando, con più di 11 dipendenti. Nonostante sia nata quest’anno, sul profilo linkedin si presenta con questo biglietto da visita: MindUP Consulting nato da una pluriennale conoscenza nel settore ICT e da competenze di sviluppo di progetti complessi, si coniuga con uno spirito imprenditoriale e la passione per avanzare l’ecosistema digitale in Italia e creare un impatto sul territorio.

Insomma sembra di essere tornati ai tempi dell’Albania: chiusa una società se ne fa un’altra. Il rappresentante dell’Axélero fallita, Leonardo Cucchiarini, e la compagna del rappresentante della Venum 3.0 S.r.l. fallita (fallita nella sostanza, ndr) si associano per dar vita ad un’altra Società. La giostra cammina.