Il senatore Pasquale Pepe contestato in Irpinia e applaudito in Basilicata

Commissario ad Avellino, per volere di Salvini, il sindaco di Tolve non sembra il benvenuto da quelle parti

Il senatore Pasquale Pepe, neo incaricato responsabile del Mezzogiorno della Lega, arriva in Irpinia e lascia il segno. Si dimette il responsabile provinciale dei giovani leghisti per contrasti con la dirigenza guidata dal politico lucano. A Gesualdo si è consumata una vera e propria scissione all’interno del partito del Carroccio, un gruppo di dissidenti ha creato l’Associazione politica “Popolo e Territorio”. Insomma, buona parte degli esponenti del vecchio coordinamento, si è allontanata dalla Lega. Lotte di potere? Malumori per la scarsa predisposizione al confronto e per una gestione non proprio partecipata e condivisa? Non è chiaro quali siano le ragioni della frattura, fatto sta che in Irpinia, come in Basilicata, il partito di Salvini non naviga in buone acque.

A Venticano, il coordinatore, Antonio Petitto, si sfoga con la stampa: Con amarezza lascio la Lega di Avellino, perché da tempo non mi ritrovo nella gestione posta in essere dal commissario senatore Pepe, e per la scarsa considerazione politica che si ha di alcuni referenti locali.

Ormai sono 7 mesi che Pepe è commissario ad Avellino e i suoi propositi, “una Lega forte per vincere in Irpinia e in Campania”, non sembrano avere buone prospettive.

Intanto, in quelle zone, la popolazione locale affronta una battaglia quotidiana contro le vecchie e le nuove autorizzazioni di impianti eolici. Ma il senatore Pepe, su queste faccende non sembra avere molto da dire. Tuttavia, dove arriva lui c’è sempre il business del vento in prima pagina.

Mentre in Irpinia non lo vogliono nemmeno i leghisti, in Basilicata lo trattano da statista.