Malasanità. In Basilicata la politica mette la testa sotto la sabbia

Delle vicende che nei giorni scorsi sono state oggetto di una richiesta di rinvio a giudizio del dg dell’ospedale San Carlo e di altri 7 dirigenti, Bardi e tutta la giunta regionale sapevano da un anno. Chiediamo conto

L’estate dello scorso anno chiudeva il reparto di neonatologia creando problemi notevoli alla collettività. Tutti i medici erano “malati”. Venne minacciata una indagine interna di cui nessuno ha saputo nulla. Gli utenti hanno scontato il disagio. È successo qualche fatto spiacevole, tante donne sono state costrette ad andare fuori regione a partorire. Nello stesso periodo accadono fatti più gravi come il decesso di due neonati.

Della indagine interna non si è saputo nulla. Abbiamo dato notizia qualche giorno fa della richiesta di rinvio a giudizio della dirigenza vecchia e nuova del San Carlo. Abbiamo scoperto una lettera inviata l’anno scorso di questi tempi al Presidente della Giunta e agli assessori tutti in cui si allertava la politica rispetto a quanto poi è emerso giudiziariamente. Nella lettera a firma di un avvocato che seguiva la vicenda giudiziaria che ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio è scritto:

“Della situazione generale del reparto emersa dai documenti di cui sono venuta a conoscenza nell’esercizio del mio mandato debbo riferire, perché Ella è la massima autorità politica regionale in materia e certi problemi non possono che essere rimessi alla politica (quella intesa nel senso più nobile del termine che so Ella rappresenta). La dirigenza del San Carlo nella gestione del reparto di neonatologia ha, da diversi anni, “conclamatamente” e “palesemente” (sono parole di un recente pronunciamento del Tribunale di Potenza) violato la legge, in particolare nella gestione del personale e nella assegnazione delle funzioni apicali, penalizzando le professionalità presenti.”

E ancora, tanto per essere più chiari leggiamo:

“In particolare, negli ultimi anni si è proceduto a reiterare la nomina illegittima del direttore f.f. della struttura (illegittimità accertata dal Tribunale di Potenza e il cui pronunciamento l’AOR San Carlo ha ignorato, non dando esecuzione all’ordine magistratuale). Dimessasi, il 16 gennaio scorso, la direttrice del reparto, il direttore generale ha sottoscritto la delibera di indizione del nuovo concorso per la direzione della struttura nonostante la presenza di una precedente graduatoria ancora valida ed efficace. Atteggiamento, peraltro, contraddittorio con quello relativo alla nomina del nuovo primario di neurologia, per la quale con deliberazione 545 del 22 maggio 2019, revocando il concorso bandito, si è fatto ricorso a una graduatoria vigente. È stato poi nominato, intanto, quale direttore facente funzione per la neonatologia un medico, dirigente di altra struttura complessa, quella di Pediatria dell’Ospedale di Lagonegro, che non è neonatologo e, inoltre, dovendo occuparsi del nosocomio lagonegrese, non può coprire le necessità del reparto di Potenza. Ella è persona intelligente e ben comprenderà che è difficile continuare a lavorare in una struttura in cui il merito viene lasciato sulla porta, quasi fosse un soprabito. Non ci si può sorprendere, poi, che – nonostante si sia cercato nelle liste di medici di altre regioni – non si sia trovata disponibilità: chi verrebbe qui a investire i suoi talenti sapendo tutto ciò? Ecco: in parte, ora Ella sa. Nell’interesse collettivo: soprattutto in ambiti come quello sanitario, espressione di alta forma di solidarietà umana, non dovrebbero trovare spazio fenomeni quali quelli descritti, con danni per il singolo e per la collettività. Ora Ella sa: non consenta che questa situazione perseveri.”

Ella sa, lui sapeva, tutti sapevano, ma come al solito la politica non riesce a bloccare o a prevenire fenomeni di palese illegalità: o non vuole. Chiediamo conto.