Sanità, Basilicata. Primario trasforma gli Oss in infermieri: denunciato alla Procura della Repubblica di Potenza

Per l’Avvocatura degli infermieri si tratta di istigazione all’esercizio abusivo della professione infermieristica e istigazione al reato di falso documentale

L’Associazione Avvocatura Degli Infermieri, si trova tra le mani un piano di lavoro di una operatrice socio-assistenziale, redatto su carta intestata dell’azienda sanitaria San Carlo di Potenza e coglie immediatamente profili di illegittimità di evidente matrice penale. Il 1 luglio, sul sito dell’Associazione vengono pubblicati i dettagli della contestazione.

La prima contestazione riguarda la responsabilità attribuita all’O.S.S. circa i rilievi dei parametri vitali

“La normativa – scrivono gli avvocati –  stabilisce quanto segue: In sostituzione e appoggio dei famigliari e su indicazione del Personale preposto è in grado di aiutare per la corretta assunzione dei farmaci prescritti e per il corretto utilizzo di apparecchi medicali di semplice uso. La rilevazione dei parametri vitali, non può essere effettuata dall’O.S.S., in quanto egli, in sostituzione e appoggio dei famigliari e cioè in automedicazione, può aiutare i famigliari stessi ad usare gli apparecchi elettromedicali semplici sul proprio congiunto ricoverato o assistito, ma non può utilizzarli motu proprio.

Infatti, la norma, aggiunge che deve essere anche autorizzato dall’infermiere per poter intervenire nell’aiuto dei famigliari o del paziente stesso.

La seconda contestazione riguarda la somministrazione della terapia

“Non è possibile – scrivono ancora gli avvocati –  che l’O.S.S. somministri la terapia orale neppure sotto la visione dell’unità medica.” E aggiungono: L’O.S.S. aiuta il paziente ad assumere i farmaci e non aiuta l’infermiere a somministrarli. Anche tale attività ordinata dall’unità primario, istiga al reato di cui all’art. 348 C.P. con conseguenze gravissime sul piano del rischio salute del paziente che, in un ambiente ospedaliero, dovrebbe essere protetto da veri infermieri e non da O.S.S. proclamati laureati.

È quantomeno esilarante – concludono –  constatare che mentre l’O.S.S. fa l’infermiere, l’infermiere fa l’O.S.S. Mentre l’O.S.S. rileva la pressione arteriosa al paziente, l’infermiere gli cambia il pannolone e le lenzuola.

Il direttore che ha scritto questa disposizione, ha dimenticato di riportare quanto stabilisce veramente la normativa suindicata sul riassetto dei letti, sulle cure igieniche ai malati e sull’assistenza durante il pasto e su ogni altra attività domestico-alberghiera assegnata all’O.S.S.

La mortificazione professionale e personale – scrive il dirigente dell’Associazione, Mauro Di Fresco- che discende da questa disposizione e che danneggia insanabilmente la professione infermieristica, sarà oggetto di ulteriore ed approfondita valutazione da parte dell’Associazione.

Nelle more di quanto sopra – aggiunge – informandoLa che questa Associazione ha trasmesso idonea denuncia alla Procura della Repubblica per i reati qui ipotizzati, La invito a rimuovere immediatamente questo scempio e ad attivare tempestiva procedura disciplinare a carico dell’estensore per le gravi infrazioni qui lamentate, con preghiera di comunicarne l’esito.

Dai responsabili del presunto abuso arriva la precisazione che quel piano di lavoro non è stato mai attuato.

Precisazione: In un primo momento in questo articolo è comparso erroneamente, per pochi minuti, il nome del primario di neonatologia di Potenza Sergio Schettini, si tratta invece di altro primario operante in un altro ospedale dell’Aor San Carlo. Ci scusiamo per l’errore.

Qui il piano di lavoro contestato

san carlo