Trattamento acque di produzione Viggiano: associazioni chiedono chiarimenti a Comune e Regione

Il progetto di Eni-Rewind prevede un impianto industriale potenzialmente capace di incidere negativamente sull'ambiente e la salute dei cittadini

Con nota formale del 02.07.2020 l’associazione Mediterraneo no triv ha chiesto alla Regione Basilicata e al Comune di Viggiano di avere copia del certificato di destinazione urbanistica dei terreni su cui la società Eni-Rewind intende realizzare il suo impianto di trattamento delle acque di produzione.

In effetti, in data 11 gennaio 2019 è stato pubblicato sul sito della Regione Basilicata il progetto, la Valutazione di Impatto Ambientale e la richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale relative alla realizzazione di un Impianto di Trattamento Acque di Produzione, provenienti dal Cova di Viggiano, da ubicarsi in Località Le Vigne di Viggiano. L’istanza è stata inoltrata dalla soc. Syndial Servizi Ambientali s.p.a. di San Donato Milanese (Mi) oggi Eni-Rewind.

Tuttavia, con nota del 05.07.2019 Prot. alla Regione Basilicata in data 08.07.2019 Prot. n. 0116023 l’Arpa Basilicata aveva presentato non solo le sue osservazioni e con allegato 3 ma aveva anche precisato che tra i documenti “ non vi è tuttavia il necessario certificato di destinazione urbanistica industriale”, facendo, appunto riferimento, ai terreni interessati dal progetto”.

Atteso che nella predetta nota si faceva altresì riferimento ai parametri delle terre e delle rocce di scavo, oltre alla vicinanza dei luoghi al sito contaminato dalla dispersione dal Cova, e alla possibile presenza di falde anche non superficiali, si chiede all’Ufficio Tecnico-Urbanistica del Comune di Viggiano e della Regione Basilicata Ufficio Compatibilità Ambientale Mediterraneo no triv ha quindi chiesto non solo di avere copia del certificato di destinazione urbanistica del territorio interessato dal progetto di trattamento delle acque di produzione e da realizzare in località C.da Le Vigne ma anche di avere documentazione,studio o relazioni che acclarano l”eventuale presenza di falde di acqua anche non superficiali nella predetta zona.

Le associazioni ambientaliste hanno anche chiesto di avere documentazione, studio o relazioni che acclarano l’eventuale presenza di falde di acqua anche non superficiali nella predetta zona nonché sullo stato di un eventuale contaminazione chimico-fisica delle acque sotterranee.

Inoltre, a fronte delle indicazioni e prescrizioni fornite da Arpab con il predetto documento, atteso che nell’allegato 3 al punto 2 Arpab sostiene che “ si renderebbe necessario effettuare test di Cessione sui terreni da campionare, al fine di verificare che i materiali di scano non costituiscano fonte di contaminazione diretta o indiretta delle acque sotterranee”, Mediterraneo no triv, Cova Contro e Medici per l’Ambiente hanno chiesto di avere copia del piano di caratterizzazione dello stato delle terre e rocce da scavo e dei risultati dell’eventuale test di Cessione sui terreni da campionare e così come prescritto da Arpab.

La richiesta formulata dall’associazione è richiesta in materia ambientale atteso che il progetto che Eni-rewind intende realizzare nella predetta zona e nei terreni sopra indicati, è impianto industriale potenzialmente capace di incidere negativamente sullo stato dell’ambiente e della salute dei cittadini. L’informazione che si intende perseguire, con accesso, presa visione e estrazione copia, è informazione ambientale ai sensi e per gli effetti di cui alla legge 241/1990 e seguenti.

L’associazione Mediterraneo no triv in merito al procedimento P.U.A.R. ID 10/2018 si era anche rivolto al Difensore Civico della Basilicata che, con nota del 23.06.2020 ha inviato una nota formale al Dipartimento Amb iente e energia della Regione Basilicata.

Mediterraneo No Triv, Cova Contro, Medici per l’Ambiente