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Bernalda (Matera). Ma che fine ha fatto il defibrillatore automatico esterno?

Perse le tracce dell’importante presidio sanitario donato dai cittadini

Nel 2015 il comitato promotore composto dai cittadini Emanuele Acito, Ruggiero D’Ascanio e Katya Madio organizzano una raccolta fondi per l’acquisto di un defibrillatore semiautomatico ad uso laico accessibile al pubblico.

Associazioni e Amministrazione comunale sposano sin da subito l’iniziativa, pare vogliano anche contribuire nel fare divulgazione e sostenere il progetto anche dopo l’acquisto. Dopo pochi mesi dall’installazione, il comitato promotore prova a sentire le suddette associazioni che sostengono di non essere in grado di occuparsi della manutenzione (la stessa croce Rossa locale non se la sente di far fronte agli oneri).

A questo punto, nel 2018, è il Comune di Bernalda ad acquisire la titolarità del presidio sanitario pubblico facendosi carico dell’installazione e della manutenzione a proprie spese.

All’inizio pare andare tutto bene fino a quando quest’anno, da diversi mesi (almeno 5) il defibrillatore risulta essere stato spedito per manutenzione.

Ad oggi, non ci sono notizie di questo strumento. La stessa amministrazione si sarebbe occupata di indagare su tale lentezza nel ripristino del servizio senza mai fornire, però, alcuna risposta. Nel frattempo Bernalda vede un susseguirsi, in pochi anni, di diversi episodi di arresto cardiaco. “La scarsa disponibilità di mezzi di soccorso – ci dice Emanuele Acito – la mancanza di cultura della catena della sopravvivenza e l’assenza del defibrillatore in queste occasioni non fa altro che mettere a rischio delle vite umane.”

La bacheca vuota con l’annuncio

Defibrillatore