Bonus Covid comunale, il sindaco di Viggiano: su di me gravi strumentalizzazioni

Amedeo Cicala spiega la vicenda al nostro giornale: “fake news anche su mio fratello”

Volevamo vederci chiaro sulle notizie di stampa che attribuiscono al sindaco del Comune della Val d’Agri un comportamento immorale per aver incassato il bonus comunale di 3000 euro erogato dalla stessa amministrazione viggianese a sostegno delle partite iva del luogo.

Lo abbiamo raggiunto al telefono e gli abbiamo chiesto spiegazioni.

Allora sindaco cos’è questa storia?

Il Comune di Viggiano ha emanato un bando per l’assegnazione di un bonus a tutte le partite iva ricadenti nel territorio, tutte. Hanno fatto domanda circa 370 partite iva e tutte hanno ricevuto il bonus. Tra questa anche la mia. Qual è il problema?

Qual è? Ce lo dica lei: una questione di opportunità?

Non ho percepito il bonus a danno di altri, perché essendo il bando di carattere generale, non prevedeva particolari criteri di esclusione. Tant’è che tutti coloro che hanno fatto richiesta, ripeto, hanno ottenuto il bonus.

Il bando era finalizzato a sostenere gli esercizi di vicinato e medie strutture di vendita, le micro-imprese artigianali, commerciali e di servizi con sede legale e operativa (ad esclusione di quanto specificato nel presente bando) nel territorio del Comune di Viggiano, appartenenti ai settori colpiti dall’attuale crisi economico-finanziaria causata dall’emergenza sanitaria “Covid 19”, mediante la concessione di un bonus una tantum a fondo perduto. Gli importi previsti oscillavano tra mille e ottomila euro in base alla categoria delle partite iva.

E quindi, ripeto, non ho commesso alcun reato, tanto meno ho assunto un comportamento immorale. Io da sindaco percepisco un’indennità di 1400 euro al mese su cui pago anche le tasse. Ho la partita iva in quanto avvocato e come tutti gli altri ho fatto richiesta. Certamente il Comune non ha messo su un bando impegnando 500mila euro per favorire il sindaco con 3mila euro di bonus.

Però un giornale ne ha fatto un caso di scandalo 

Quel giornale è lo stesso che continua a fare pressioni su mio fratello presidente del Consiglio regionale affinché assuma una persona di gradimento dell’editore. Ho detto tutto.

 A proposito, ma anche suo fratello, presidente del Consiglio regionale ha preso il Bonus?

Assolutamente no. È una notizia clamorosamente falsa.

Chiudiamo la conversazioneTuttavia, rimane la questione legata all’opportunità: un uomo politico importante a livello regionale avrebbe potuto e dovuto rinunciare a quel bonus anche solo per evitare le prevedibili polemiche.