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Campagne in Lotta: le bugie e lo scaricabarile delle istituzioni

Dal 26 agosto, decine di lavoratori delle campagne stanno protestando giorno e notte davanti all’ex-tabacchificio di Palazzo San Gervasio, dove sorge un centro di accoglienza per stagionali ancora chiuso

Dal 26 agosto, decine di lavoratori delle campagne stanno protestando giorno e notte davanti all’ex-tabacchificio di Palazzo San Gervasio, dove sorge un centro di accoglienza per stagionali che nonostante i finanziamenti regionali ed europei che sono stati stanziati per la sua ristrutturazione dopo un anno è ancora chiuso.

I lavoratori stanno chiedendo una soluzione abitativa reale perché da quando hanno raggiunto la zona per la raccolta del pomodoro sono costretti a vivere senza acqua e luce in casolari abbandonati o in ghetti come quello di Mulini Matinelle, in condizioni abitative disastrose e dove la polizia impedisce ai datori di lavoro di recarsi nei ghetti per trasportare i lavoratori sul luogo di lavoro.  Il presidio ha costretto a recarsi sul posto prima il sindaco di Venosa, il quale ha prospettato l’apertura dell’ex-tabacchificio per il 31 agosto ma delegando ogni responsabilità al sindaco di Palazzo San Gervasio. Una seconda interlocuzione è avvenuta con la Croce Rossa, gestore della struttura, la quale ha promesso che sarebbero stati garantiti acqua e pasti al presidio dei lavoratori.

Infine, ieri, dopo il tentativo dei manifestanti di forzare l’ingresso dell’ex-tabacchificio, il Prefetto di Potenza è stato costretto a riceverli: ha promesso che da mercoledì la struttura sarebbe stata abitabile e che sarebbero state allestite nel frattempo delle tende per chi da giorni sta in strada rivendicando un tetto sopra la testa. Oggi, 29 agosto, dopo due giorni di protesta e dopo due giorni di promesse da parte delle istituzioni, la protezione civile che avrebbe dovuto allestire le tende e portare l’acqua non è ancora arrivata e sostiene di non dover fornire ulteriori servizi.

Interpellata nuovamente dai lavoratori, la prefettura di Potenza fa un passo indietro scaricando la responsabilità sul Comune di Palazzo San Gervasio il quale, per risolvere la questione ancora più velocemente, non risponde. Intanto, nonostante le promesse da più parti, non è neanche chiaro e certo se l’ex-tabacchificio aprirà la prossima settimana e a quali condizioni sanitarie e abitative, oppure se le persone saranno costrette a rimanere per strada. I lavoratori non hanno intenzione di ascoltare altre bugie, ne sono già state state dette abbastanza. E’ ora di dare delle risposte e delle soluzioni abitative reali a chi lavora e vive nelle campagne. Case per tutti, ghetti per nessuno!

Il 10 settembre del 2019 sopralluogo del presidente Bardi

Ex tabacchificio