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Cento migranti trasferiti in Basilicata dalla Sicilia: La Lega lucana pulpa come gli avvoltoi

Esponenti del partito di Salvini minacciano: faremo barricate

“Ancora una volta è la Basilicata a pagare le conseguenze delle scelte scellerate del Governo Conte. Il Ministro Lamorgese continua ad indicare la nostra Regione come il luogo del ricovero dei 100 cittadini dirottati dal centro siciliano di Porto Empedocle e provenienti dalla Tunisia. Al primo posto mettiamo i lucani e per la loro salute”.  Lo scrive il consigliere, capogruppo, regionale leghista Tommaso Coviello. Arriva a supporto il controcanto del coordinatore regionale dei giovani di Salvini: Questo modo di gestire i flussi migratori rischia di mettere seriamente a rischio la salute dei cittadini lucani. Se non si pone fine a questa follia faremo le barricate.”

È la scellerata propaganda di questi personaggi e del loro amico senatore Pasquale Pepe, che approfittano di una tragedia per nascondere i disastri che stanno provocando, loro, in Basilicata.

È facile attribuire agli sbarchi e all’immigrazione la responsabilità delle condizioni di rischio della salute dei lucani.  Seminare terrore, semplificare vicende complesse, è il loro mestiere.

Non sono altrettanto bravi a garantire visite diagnostiche, esami di laboratorio che in una regione normale e civile sarebbero un diritto elementare dei cittadini. Non sono stati capaci, ad oggi, di rimuovere un direttore generale – quello dell’Aor San Carlo – che ha distrutto l’ospedale del Capoluogo. Non sono stati capaci di impedire il “mercato nero” dei tamponi in piena emergenza, quando i privilegiati della politica, compresi i loro amici leghisti, hanno beneficiato delle corsie preferenziali a danno di persone che, per i gravi ritardi nella somministrazione dei test, sono morte. Non sono stati capaci di ricostruire un minimo di efficienza nei servizi sanitari regionali dopo l’emergenza Covid.

E meno male che al primo posto mettono la salute dei lucani.

Sono, al contrario, molto capaci di fare propaganda a vanvera immaginando che i lucani abbiano lo stesso anello al naso indossato dai leghisti che pulpano sulla tragedia dell’immigrazione.

Anziché sollecitare verifiche efficaci nelle strutture di accoglienza, anziché organizzare un sistema di protezione e tutela dei cittadini da possibili falle nei controlli anti covid all’origine degli sbarchi, se la prendono con gli sbarchi, con gli immigrati.

Il ragazzo responsabile giovani della Lega lucana ha anche avuto l’ardire di affermare: “Abbiamo bisogno di lavoro e sviluppo, basta migranti”. Lavoro e sviluppo? Bene, siete al governo di questa regione, fatelo, se siete capaci. I migranti c’entrano come i cavoli a merenda.

Nella foto il popolo leghista

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