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Johnny Dotti e i suoi gesti di speranza

Breve riflessione su tecnologia e tecnosofia

Scrive il mio amico Johnny Dotti, nel suo breve ma intenso libro “La Vita dentro la Morte”: “La tecnologia deve accompagnarsi alla tencosofia, deve farsi compagna della sapienza e della cultura – la tecnocultura. Se la tecnologia si accompagnerà alla tecnosofia – sophos, cioè il sapore, il sapere, il contenuto, il senso – e alla cultura, cioè alla comunità, alla costruzione di linguaggi che poi trovano anche nel logos, di natura, diciamo analitica, un punto di forma -, allora credo che ci aspetteranno delle cose belle.” Condivido, ma non sono ottimista allo stesso modo. Dotti conclude il breve paragrafo, su cui rifletto, con questa affermazione: “La funzione non sostituisce l’esistenza”. Sono d’accordo, ma anche qui non sono ottimista.

Perché? Provo a spiegare.

Le cose si complicano quando proviamo a problematizzare il significato delle parole di Johnny, vale a dire che la condizione umana, nel quadro del rapporto tra tecnologia e cultura, è molto complessa. Siamo di fronte, a mio avviso, ad un radicamento della tecnologia nelle coscienze per cui il tecno-digitale si è fatto esistenza, anima delle persone. Causa e conseguenza di questa pervasività “irragionevole” della tecnologia, che si è trasformata in coercizione alla conformità, è la progressiva scomparsa della coscienza eretica, vale a dire la capacità di scegliere liberamente, il coraggio di sfidare l’ortodossia tecno-digitale.

Il rischio che mi sembra sollevi Dotti, è che il carattere di funzione della tecnologia si trasformi in funzionamento dell’esistenza. Da ausilio, sostegno, supporto alle persone si trasformi in un surrogato esistenziale che crea dipendenza.

Come evitare che questa distopia si trasformi in irremovibile realtà? Credo che accanto alla ricerca filosofica e sociologica, molto necessaria oggi, la questione debba essere posta con più forza anche sul piano politico, soprattutto nel quadro delle scelte di natura economica. E’ vero, bisogna investire nel senso – significato e direzione. Intanto, chi può e sente il dovere di farlo, rifletta e si confronti sulle possibili soluzioni, per offrire gesti di speranza. Non mi resta che ringraziare Johnny Dotti per il suo contributo intellettuale e militante.