Basilicata. Le facce dell’ignoranza nella società super informata

Gli analfabeti non sono pericolosi. E allora chi sono gli ignoranti da temere?

L’ignorante puro, quello meno pericoloso, quando sente parlare di Tasso, prende subito il fucile da caccia e si agita alla ricerca della bestiola. L’ignorante arricchito, invece, crede che Tasso sia il fratello della tassa e si chiede quale altra diavoleria stia preparando il fisco contro di lui. Povero Torquato, la sua poesia è servita a poco.

Poi c’è l’ignorante istruito. Lo so sembra un ossimoro, ma non lo è. L’istruzione non è sinonimo di cultura. La persona colta ha molti strumenti a sua disposizione per affrontare la vita in tutte le sue forme. Sa interpretare i fatti del mondo, è padrone dei segni e dei significati, ha una mente aperta e senza pregiudizi, ha una sufficiente capacità di elaborazione del pensiero, non indietreggia di fronte all’ignoto e non ha paura dei cambiamenti, anzi li gestisce. Non ha bisogno di nemici per dare un senso alla propria esistenza, non giudica prima di capire, non agisce prima di pensare. Si mescola, contamina gli altri con i suoi saperi e si lascia contaminare dai saperi degli altri. Si nutre di dubbi ed è mediamente saggio. Ha una visione libera e critica degli accadimenti.

E dunque possiamo avere persone ignoranti e tuttavia istruite e viceversa. L’istruito ignorante è laureato o diplomato, ha competenze tecniche, è un addestrato. Oltre il suo campo specifico di conoscenza, il buio pesto. Non sa chi è Virginia Woolf, ma sa chi è Virginia Raffaele. Non legge quasi mai, non approfondisce gli argomenti “estranei” al suo mestiere, troppo impegnato nella caccia alla carriera e agli affari. Si nutre di invidia, ambisce alla ricchezza e finisce quasi sempre in politica. Ha punti di vista mediocri che cambia a seconda delle convenienze.

E poi c’è il tipo professorale, intellettuale del condominio, del bar, dei social, figlio di una società super informata che sta morendo di ignoranza. Si informa a spizzico, una manciata di qua e una di là, navigando sulla rete, ma senza mai aprire un libro. Sempre alla ricerca di conferme alle sue idiozie. Esorcizza la paura invocandola, si difende dal diverso aggredendolo. È routinario, infastidito da ogni piccolo cambiamento. Fugge dall’ignoto chiudendosi in casa. Si abbuffa di improbabili ma rassicuranti certezze, è sempre pronto ad insegnarti qualcosa ed è mediamente cretino. E’ uno spacciatore di sciocchezze. Lo riconosci sui social, è sempre lì a scrivere “perle di saccenza”.

L’ignoranza ha diverse facce, non sempre evidenti. Quella dell’analfabeta è la più semplice da riconoscere, la meno pericolosa: è un’ignoranza umile. Quella dell’alfabetizzato a diversi livelli conserva il detonatore di un dramma sociale. Un dramma sempre pronto ad esplodere su comando di un qualunque altro cretino travestito da leader, a petto nudo, o in cravatta, o in divisa, che sa trasformare la propria ignoranza in arrogante saccenteria.