Le piaghe burocratiche inferte dall’Asm ai dializzati di Matera

La denuncia dell'Aned: un 71enne da un anno non percepisce i rimborsi spese viaggio per recarsi a fare la dialisi all'ospedale Madonna delle Grazie

Un paziente di 71 anni di Matera, in trattamento dialitico tetra settimanale all’ospedale di Matera, riconosciuto dalla commissione medica dell’Inps quale portatore di handicap in situazione di gravità ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge 104/1992, con difficoltà persistenti a svolgere le funzioni ed i compiti propri della sua età, da oltre un anno non percepisce i rimborsi spese viaggio previsti dai Lea (livelli essenziali di assistenza) e dall’articolo 33 della Legge Regionale 30 dicembre 2009 n. 42. A raccontare uanto sta accadendo al 71enne è l’Aned- Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianti.

Stanco di ricevere notizie verbali fuorvianti e contraddittorie, il paziente presenta il 25 maggio scorso un’altra richiesta scritta di rimborso spese viaggio indirizzata al Direttore generale facente funzioni dell’azienda sanitaria di Matera, al Presidente della Regione, all’Assessore alla Persona e al Direttore generale del Dipartimento politiche della Persona della Regione Basilicata, e per conoscenza, all’Aned, chiedendo di avere comunicazione scritta circa i provvedimenti che si intenderanno adottare riguardo all’istanza, di conoscere i motivi per cui da luglio 2019 non gli sono state rimborsate le spese di viaggio sostenute per raggiungere il centro dialisi dell’ospedale di Matera, di conoscere l’ufficio competente e il responsabile del procedimento ai sensi della Legge 241/90 e successive modificazioni.

Non ricevendo alcun riscontro, su nostra sollecitazione, il Direttore generale del dipartimento politiche della Persona della Regione Basilicata il 27 luglio scorso invia una nota al Direttore generale f.f. dell’azienda sanitaria di Matera invitandolo a dare ottemperanza a quanto richiesto dal paziente e dall’Aned e a relazionare in merito all’esito della segnalazione presentata.

Dopo oltre tre mesi-spiega l’Aned- non abbiamo ancora ricevuto nessuna comunicazione scritta da parte dell’azienda sanitaria di Matera né conosciamo l’ufficio che si sta occupando dell’istanza e il responsabile del procedimento.

Ricordiamo al Direttore generale f.f. dell’Asm che la dialisi é una terapia salvavita e il trasporto dei dializzati da casa al centro dialisi rientra tra le prestazioni sanitarie, ribadiamo sanitarie, che il servizio sanitario nazionale e regionale devono garantire a tutti i pazienti in dialisi a completamento della terapia dialitica.

Il rifiuto da parte del Direttore generale e degli uffici competenti dell’Asm di fornire valide motivazioni scritte è inaccettabile. Tale comportamento manifesta dubbi di legittimità e palesa evidenti timori di assunzioni di responsabilità, nell’attesa, magari, che le rinunce, i sacrifici e le fatiche vissute quotidianamente dai dializzati, specie più anziani, li faccia desistere dalla prosecuzione della lotta per la conquista dei propri diritti.

Abbiamo cercato di far sentire la voce della ragione, indicando norme e fornendo documenti- conclude l’Associazione- Ma quando la ragione non è ascoltata nasce e si insinua la rabbia e la rabbia dei dimenticati, la rabbia degli ultimi può essere pericolosa.