Potenza. Al Consorzio Industriale, insolvente e pignorato, si spende e spande

Deliberati in totale circa 160mila euro di incarichi in 7 mesi e non è chiaro quali siano gli affidamenti urgenti e indifferibili

Il Consorzio industriale di Potenza ha subito di recente un ingente pignoramento, con ripercussioni molto gravi sui lavoratori dell’ente e sull’intero tessuto produttivo insediato nelle aree di competenza dell’ente. Al 24 luglio 2020 il Consorzio ha in cassa 935,00 euro.

Sotto pignoramento non potrebbe affidare incarichi né deliberare spese. Il Commissario attuale, Francesco Pagano, al contrario delibera incarichi a destra e a manca con impegni di spesa che non è chiaro come possano essere mantenuti. E seppure quelle delibere siano datate prima della tegola del pignoramento, sono comunque successive alla dichiarazione dello stato di insolvenza.

Tra affidamenti e impegni spesa abbiamo anche la chicca della riconferma del direttore generale, già confermato due volte perciò, a norma dello Statuto del Consorzio, non potrebbe essere riconfermato.

Deliberati in totale circa 160mila euro di incarichi in 7 mesi e non è chiaro, leggendo lo schema allegato, quali siano gli affidamenti urgenti e indifferibili.

Ad occhio sembra la solita corsa all’incasso di alcuni amici, targati dalla politica, appena in tempo prima del crollo del palazzo.

Il Consorzio Industriale è da decenni un bancomat di assunzioni, incarichi, appalti, affidamenti, al servizio del partito o della coalizione di turno al potere. Decine di milioni di euro di soldi pubblici per salvarlo dal fallimento ogni anno per molti anni. Rappresenta uno dei disastri più riusciti dell’ingorda politica lucana. L’attuale Giunta Regionale ha annunciato una riforma, staremo a vedere.