Autismo in Basilicata, l’appello delle mamme lucane: le istituzioni siano più civili, non lasciateci sole

Il video realizzato da Anna Padula per sensibilizzare l’opinione pubblica su un problema vasto che richiede soluzioni urgenti. Le persone colpite dalla sindrome in Basilicata sono centinaia, almeno 60 nel Metapontino, dove le mamme, organizzate da Anna madre di Lorenzo, hanno formato un gruppo di lotta per rivendicare i diritti dei loro bambini

Le scuole apriranno anche per loro?

lorenzo Lorenzo

Le persone colpite dalla sindrome in Basilicata sono centinaia, almeno 60 nel Metapontino, dove le mamme, organizzate da Anna Padula, madre di Lorenzo, hanno formato un gruppo di lotta per rivendicare i diritti dei loro bambini e delle loro famiglie. Qui pubblichiamo il video realizzato da Anna per sensibilizzare l’opinione pubblica su un problema vasto che richiede soluzioni urgenti.

Appena questi ragazzi compiono 18 anni, per le istituzioni sono guariti: genitori lasciati soli.

Non sono invisibili, sono inesistenti. I ragazzi autistici lucani non esistono, per le istituzioni sono un problema, per le famiglie un dramma. Eppure sono persone, cittadini che hanno più diritti degli altri per causa della loro condizione. Molti autistici rappresentano un pericolo per se stessi e per i loro cari. A pagarne le conseguenze peggiori sono soprattutto le mamme costrette dal profondo amore verso i loro figli a sacrificarsi senza sosta.

In una regione in cui per ottenere sacrosanti diritti bisogna protestare qualcosa non funziona.

È evidente che occorrono centri semiresidenziali specializzati dove ci sia un rapporto uno a uno tra operatori e utenti.  È evidente che occorrono strutture residenziali o forme abitative adeguate a questi ragazzi quando i loro genitori saranno invecchiati o non ci saranno. Non occorre essere troppo intelligenti per capirlo.

E allora perché in Basilicata non se ne parla o se ne parla tanto per…? Dove sono i Piani operativi delle aziende sanitarie in applicazione delle linee guida nazionali? Che fine ha fatto il Piano operativo Regionale? L’assessore alla Sanità dovrebbe evitare di fornire mezze risposte rinviando alle calende greche soluzioni che richiedono immediata applicazione. La vera emergenza nell’emergenza sono questi ragazzi e le loro famiglie che oggi non sanno ancora se i loro figli potranno andare a scuola. La Sanità lucana deve uscire dal sottosviluppo e dai suoi caratteri di inciviltà: lo dimostri tutelando i diritti di questi ragazzi, nei fatti non a chiacchiere.

Che fine ha fatto la proposta dell’ex Asl di Lagonegro nel 2007 di istituire a Chiaromonte un servizio semiresidenziale e residenziale per cui pare ci fosse all’epoca un finanziamento di 3 milioni di euro?