Basilicata, eolico selvaggio, la magistratura si muove: Guardia di Finanza nella sede della Sovrintendenza Archeologica

Perquisizioni e sequestro di documenti relativi al Parco eolico in contrada Serra Barone tra Tolve e San Chirico Nuovo

È il 3 aprile 2018 quando lanciamo l’allarme: che ci fa quel cantiere in un’area di interesse archeologico? Andiamo sul posto a San Chirico Nuovo, nei pressi di Serra Fontana Barone e assistiamo allo scempio. Stanno lavorando a un impianto eolico tra San Chirico e Tolve, parco autorizzato dalla Regione Basilicata alla Serra Energie S.r.l., esecutore la Plc S.r.l. di Acerra, direttore dei lavori Nicola Morrone.

L’impianto è per complessivi 10,5 MW ed è parte di un parco autorizzato con delibera n. 558 del 24 marzo 2013 per una potenza complessiva pari a 19,80 MW.

Sono passati oltre due anni da quando, nel quadro della nostra lunga inchiesta sull’eolico selvaggio in Basilicata, ci occupammo dello scempio tra Tolve e San Chirico Nuovo.

Un parco eolico in piena zona di interesse archeologico. Da quelle parti, mentre continuavamo con insistenza su fatti gravi che coinvolgevano imprese, istituzioni locali e, in questo caso, anche la Sovrintendenza archeologica, è successo di tutto. Bomba sotto l’auto del medico che denunciava le irregolarità di quell’impianto, licenziamento dell’architetto Giuseppe Lo Tito del Comune di San Chirico che denunciava gravi inesattezze nelle relazioni progettuali e nell’iter autorizzativo, aggressione ai giornalisti di Basilicata24 (Cavallo e Finizio) e ai loro accompagnatori, Giuseppe Fidanza e Mimmo Becce. Da ultimo la puntata, della nostra inchiesta giornalistica pubblicata in agosto, a conclusione della quale abbiamo fatto l’ennesimo appello: “La magistratura faccia sul serio.”

Oggi, 26 settembre, grazie alla Gazzetta del Mezzogiorno che ne ha dato notizia, sappiamo che la Guardia di Finanza avrebbe perquisito alcuni uffici della Sovrintendenza archeologica a Potenza e sequestrato documenti relativi all’iter di quel Parco Eolico. Non conosciamo al momento i dettagli dell’azione inquirente, tuttavia è il segnale che qualcosa si muove nella direzione da noi auspicata. Ci auguriamo che l’attenzione dell’Autorità giudiziaria si estenda a tutti gli altri impianti di cui ci siamo occupati e che si arrivi a capo del groviglio lucano dell’eolico selvaggio.

Molti di coloro che hanno affrontato e continuano ad affrontare questa battaglia di civiltà, tra i quali Porzia Fidanza dell’Associazione Antigone, i diversi Comitati di cittadini nati ovunque per tutelare diritti, legalità e ambiente dal business del vento, le persone oneste che ci hanno aiutati nelle inchieste, oggi possono, con noi, avere un sospiro di speranza.