Basilicata. La Giunta regionale tra decadenza istituzionale e cialtroneria politica

La nomina del direttore generale Arpab fatta passare come una faccenda tra compagni da osteria

“Quanto al bando per il Direttore Arpab, come è noto, mi sono sempre opposto agli avvisi ed ai concorsi banditi in periodi nei quali, come ad esempio quello emergenziale che stiamo vivendo, l’attenzione dei cittadini è rivolta altrove e non ho fatto marcia indietro. Per questo, non ho ritenuto opportuno che fosse bandito l’avviso ed ho scelto di aspettare che l’emergenza scemasse… Rassicuro, però, tutti i malpensanti che, nonostante il fisiologico rallentamento delle attività amministrative in questo periodo, l’avviso è di prossima uscita, nella speranza che anche questa notizia non susciti ulteriori sterili critiche”. Lo scrive Gianni Rosa, assessore all’Ambiente, il 24 aprile 2020.

Ebbene, il bando è stato pubblicato, il direttore generale è stato nominato – naturalmente con il medesimo sistema di “quelli di prima” – ma nessuno, ripetiamo nessuno dalle parti del Palazzo, si è sognato di inviare una nota ufficiale, con i crismi della comunicazione istituzionale, per informare l’opinione pubblica circa l’avvenuta nomina.

I cittadini hanno saputo della faccenda attraverso i selfie dell’assessore e del neo direttore postati su Facebook e ripresi dai giornali. Un segno di decadenza e cialtroneria istituzionale, eppure si tratta di una nomina importantissima attesa da tempo e che riguarda un’Agenzia di fondamentale importanza per la Basilicata.

Abbiamo contattato l’assessore Rosa formulando una domanda in questi termini: “perché non avete inviato una nota sulla nomina del dg Arpab? Fate comunicati per cazzatelle, ma per questa nomina importante niente comunicato? Come mai?” La solita risposta serafica dell’assessore: “distratto da elezioni”.

Ma come! Non ha avuto il tempo di fare una nota ufficiale perché distratto dalle elezioni e ha trovato il tempo per il selfie con il suo compagno di partito con tanto di post scritto su Facebook (vedi foto).

Leggerezze che pesano come un macigno sull’autorevolezza delle istituzioni e sui rapporti che dovrebbero caratterizzare per serietà e ruolo un esponente del governo regionale e il direttore generale di un ente di altissimo rilievo. Nulla di personale verso il nuovo direttore, dirigente dello stesso partito e amico dell’assessore, siamo certi che saprà esercitare quel ruolo nel migliore dei modi a tutela dell’ambiente e della salute dei lucani. Tuttavia, abbiamo il dovere civico di censurare il comportamento di Gianni Rosa.

Ormai lo stile istituzionale è affidato a pacche sulle spalle, fotografie, esibizioni sui social, baci e abbracci di compagnoni da osteria. Basta guardare a tutte le nomine dal giorno in cui si è insediata l’Amministrazione di Vito Bardi: nulla è cambiato, anzi. Le istituzioni hanno smarrito nella mortificazione della forma anche la sostanza. In altri tempi nessuno si sarebbe permesso tanta sciatteria.

rosa fb