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Covid, Campagne in Lotta: la Croce Rossa minaccia di blindare l’ex tabacchificio a Palazzo San Gervasio

Dopo essere riuscite finalmente ad accedere alla struttura le persone che da 6 giorni dormivano in presidio davanti al dormitorio, rischiano ora di esservi segregate

Riceviamo dal Comitato “Campagne in Lotta”  e pubblichiamo

Dopo essere riuscite finalmente ad accedere all’ex-tabacchificio, le persone che da 6 giorni dormivano in presidio davanti al dormitorio, rischiano ora di esservi segregate.

Alla notizia che alcune persone sarebbero risultate positive al tampone, la Croce Rossa ha spinto per blindare lo stabile e impedire a tutte le persone all’interno, anche ai negativi, di uscirne, impedendogli di spostarsi liberamente e di recarsi ai luoghi di lavoro.

Come già si era detto, avrebbe avuto molto più senso effettuare i tamponi prima di aprire il dormitorio, così da isolare e tutelare gli eventuali positivi. Da un lato, quindi, la gestione emergenziale e la totale disorganizzazione delle istituzioni mettono in pericolo la salute delle persone immigrate, dall’altro emerge per l’ennesima volta un atteggiamento apertamente razzista.

In tutta Italia, dalla caserma Serena di Treviso ai centri di Rende e Amantea a Cosenza, davanti al rischio di contagio le uniche soluzioni proposte sembrano sempre essere segregazione e contenimento. I lavoratori e le lavoratrici che a Palazzo San Gervasio a lungo hanno lottato per una casa, non accetteranno di esservi segregate. La salute non è un privilegio, case e documenti per tutti, ghetti per nessuno!