Fondo non autosufficienza, Regione Basilicata ripartisce 3,6 mln di euro

La Giunta regionale ha approvato la ripartizione tra gli Ambiti Socio-territoriali

La giunta regionale, in linea con quanto disposto dal Decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 21 novembre 2019, ha approvato la ripartizione tra gli Ambiti Socio-territoriali dei 3,6 milioni di euro destinati alla Basilicata attraverso il Fondo nazionale per la non autosufficienza. Si tratta di risorse necessarie per l’implementazione della nuova misura destinata alle persone in condizione di disabilità gravissima. Lo comunica l’assessore regionale alla Salute e Politiche sociali, Rocco Leone.

Negli anni precedenti, tramite il Fondo nazionale per la non autosufficienza, la Regione ha supportato gli Ambiti Sociali di Zona e, dopo l’avvio, anche gli Ambiti Socio-territoriali provvedendo per loro conto all’erogazione delle risorse dirette a cittadini e famiglie nell’ambito delle varie misure adottate. Tuttavia, con questa ripartizione, il dipartimento Politiche della persona avvia una fase di transizione trasferendo gradualmente agli Ambiti Socio-territoriali, che nel tempo hanno raggiunto un buon livello di strutturazione maturato anche grazie all’apporto dei fondi Pon Inclusione, le risorse del Fondo nazionale per la non autosufficienza, a cominciare appunto da una prima parte di risorse legate all’implementazione della nuova misura destinata alle persone in condizione di disabilità gravissima.

Nel contempo il dipartimento è impegnato, dopo aver consultato l’Anci regionale, il Terzo settore, incluse le associazioni maggiormente rappresentative delle persone con disabilità e i sindacati dei lavoratori, nella stesura di un più ampio atto di programmazione delle risorse assegnate alla Regione Basilicata nell’ambito del Piano nazionale per la non autosufficienza, anche se tali risorse non sono ancora state effettivamente trasferite dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Il Piano, nel continuare a garantire le misure a favore dei non autosufficienti già attive da anni sul territorio lucano, comprese quelle relative alla vita indipendente, da un lato tenderà a migliorarle allargandone la platea e dall’altro punterà a introdurre gradualmente nuove azioni, a partire da quella destinate ai soggetti gravissimi per cui sarà imprescindibile il ruolo dei Comuni, che dovranno attuarla, e quello delle aziende sanitarie e ospedaliere impegnate a valutare e attestare il grado di disabilità dei non autosufficienti.