Il Comune di Potenza è amministrato da un plotone di incapaci e presuntuosi

Circa una trentina, tra assessori, consiglieri e fiancheggiatori, armati di pistole ad acqua e con la faccia in modalità "è tutta mia la città, scansati che passo io”, pretendono di rappresentare il mondo intero

Il Comune di Potenza è amministrato da un plotone di presuntuosi di dubbia capacità. Circa una trentina, tra assessori, consiglieri e fiancheggiatori, armati di pistole ad acqua e con la faccia in modalità “è tutta mia la città, scansati che passo io”, pretendono di rappresentare il mondo intero.

Tra i tanti problemi che assillano la città, trovano il tempo di scandalizzare il Paese su faccende ideologiche che nulla hanno a che fare con le emergenze potentine. C’era bisogno di discutere e votare una mozione contro la proposta di legge Zan in materia di violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale? Quale imminente catastrofe si stava abbattendo sulla Basilicata e sulla città Capoluogo per causa del dibattito parlamentare su quella proposta? Nessuna.

E qualcuno ha davvero pensato che una mozione votata da un consiglio comunale di una piccola città di provincia di una piccola ed emarginata regione del sud, potesse cambiare il corso del dibattito parlamentare su quella proposta di legge?

La verità è che questa maggioranza che occupa gli uffici dell’amministrazione della città, non ha niente da dire e non sa che fare. Anziché risolvere i problemi anche urgenti della città, si autotutela provando a distrarre l’opinione pubblica su altre faccende.

Ripiegare su questioni etiche, culturali, politiche, ideologiche, è un modo semplificato per affermare l’esistenza dell’altrimenti inesistente Giunta comunale destro-leghista. Si discute di omofobia, di omosessualità, di diritti civili, con l’ingenua pretesa di approvare dichiarazioni di parte, chiaramente incarnate in una subcultura di destra, con il consenso dell’intera città. La pretesa che il pensiero della maggioranza, la cultura di riferimento dei consiglieri di destra, siano pensiero e cultura di tutti i potentini è un’idiozia.

Questa maggioranza oltre che inesistente è anche ipocrita. Mentre Michele Napoli chiede scusa per aver dichiarato che l’omosessualità è contro natura, altri colleghi della sua coalizione prendono le distanze da quelle parole. Gli stessi che hanno votato la mozione e che la pensano come Michele Napoli, ma non hanno il coraggio di ammetterlo. Il consigliere di Fratelli d’Italia chiede scusa per aver detto quello che pensa, la qual cosa sarebbe paradossale se non avesse la faccia dell’ipocrisia. I leghisti, sindaco compreso, dicono quello che non pensano e prendono le distanze da chi dice quello che loro pensano.