Indotto Eni, da marzo cassa integrazione al 50%

Fim, Fiom e Uilm: Tra attività ridotte ed attività migrate, i lavoratori pagano le conseguenze

Sono terminate, nel tardo pomeriggio di ieri, le assemblee con i lavoratori di Officine Dandrea, una delle aziende dell’Indotto Eni di Viggiano che si occupa di attività manutentive nel settore meccanico.

Da sette mesi -si legge in una nota di Fim Fiom Uilm- questi lavoratori vivono una condizione di precarietà a causa dell’utilizzo dell’ammortizzatore sociale dovuto, in una primissima fase al Covid, diventato poi l’alibi per la suddetta precarietà anche dal punto di vista salariale.

Le attività in realtà non sono state, in questo caso, tagliate da Eni, ma hanno subito una migrazione a favore di altre società; senza adempiere a ciò che è previsto dal patto di sito.

Il famoso cambio di appalto Ram-Termomeccanica, da quasi un anno sul tavolo di discussione sindacale, già più volte segnalato dalle Organizzazioni Sindacali per poca trasparenza, ritorna alla ribalta in quanto le attività che strutturalmente venivano eseguite da questi lavoratori sono oggetto del cambio di appalto che non contempla però il passaggio dei lavoratori; e dunque la poca trasparenza degli appalti all’interno del Centro Oli di Viggiano sta determinando, in questo caso, una crisi occupazionale e salariale che in realtà non ha nessuna logica se non quella di avvalorare un sistema poco limpido di aggiudicazione degli appalti da sempre denunciato dalle Organizzazioni Sindacali.

Una parte dei lavoratori di Officine Dandrea, che hanno lavorato strutturalmente su quella commessa, devono essere oggetto dal cambio di appalto, cosi come previsto dal patto di sito ed è ingiustificabile l’atteggiamento della parte datoriale nel complessivo e di Eni, che tendono a nascondere una realtà che ormai è sotto gli occhi di tutti.

Il 21 settembre, al prossimo incontro, circa il cambio di appalto Ram/Termomeccanica, -aggiungono i sindacati dei metalmeccanici- esigeremo che a quel tavolo ci sia anche Officine Dandrea così da capire la situazione nella sua completezza, senza continuare a nasconderci, perché è necessario, come più volte segnalato, che la trasparenza sia un obbligo di tutti.

Auspichiamo che gli impegni assunti da Eni nell’ultimo tavolo regionale del 10 settembre, in cui si è fatto il punto Zero, partendo da relazioni sindacali corrette, siano mantenuti attraverso il contributo di ciascuno nella risoluzione delle vertenze all’interno del Centro Oli di Viggiano.

Insieme ai lavoratori -concludono le tre sigle sindacali- valuteremo poi, tutte le azioni necessarie affinché vengano tutelate le loro professionalità e il diritto al lavoro, sia in tema di sicurezza che come elemento essenziale per la vita di ciascuno di noi.