Malato oncologico senza assistenza: è necessario il tampone, ma non si vede nessuno

La segnalazione di un paziente, in fase terminale, della provincia di Matera

Più informazioni su

Ci sono persone che più di altre, in questa fase particolare, stanno subendo i disagi di alcuni disservizi della sanità lucana.

Tra questa i malati terminali che non possono attivare l’Adi (Assistenza Domiciliare Integrata)  senza, giustamente,  aver fatto il tampone per il coronavirus.

Il servizio di Adi  viene erogato in forma gratuita al domicilio del paziente e consiste in un insieme di trattamenti medici, infermieristici e riabilitativi integrati con servizi socio-assistenziali (igiene personale, cura della persona, assistenza ai pasti). E’ necessario dunque accertarsi che il paziente non sia positivo al virus.

Capita però che per fare il tampone passi troppo tempo e così il servizio non può essere erogato. E’ questo il caso di un malato oncologico in fase terminale, della provincia di Matera. La richiesta di tampone è stata fatta così come previsto – ci spiega un familiare- ma sono trascorsi 15 giorni e stiamo ancora aspettando.

E questo è uno strazio visto che parliamo di malati terminali che evidentemente hanno bisogno dell’assistenza a domicilio. Perché si verifica tutto questo? “Si potrebbe affidare il tampone da eseguire agli infermieri o ai medici dell’Adi, fornendo loro tutti i presidi di protezione personale”.

Nel frattempo la famiglia si fa carico dell’assistenza, anche rivolgendosi ad un infermiere privato e affrontando così delle spese.

Come sempre i cittadini che subiscono un disagio si pongono giuste domande e provano finanche a trovare soluzioni a disservizi che non dovrebbero verificarsi, soprattutto in casi in cui il tempo è tutto.

Più informazioni su