No al radar Monte Li Foj, i cittadini si rivolgono alla Commissione europea

Inviata formale denuncia dall'associazione Monte li foj e il Comitato per il no all'istallazione dell'impianto

L’associazione Amici di Monte li foj e il Comitato No Radar Monte li foj Picerno, hanno inoltrato formale denuncia alla Commissione europea per la questione radar che la Protezione civile nazionale vorrebbe istallare su Monte li foj di Picerno. Assistiti dall’avvocato Alessandro Singetta e con la consulenza tecnica di Pio Abiusi, hanno evidenziato nella denuncia “la mancata applicazione ed attuazione del diritto dell’Unione europea e violazione del principio di precauzione da parte dello Stato italiano”.

La nostra decisione -spiegano i comitati- anche se a malincuore è scaturita dal vergognoso ed inutile convegno informativo tenuto dal capo della protezione civile nazionale Borrelli e dalle istituzioni Regionali a Picerno nel mese di luglio scorso.

La loro mancanza totale di di dialogo con la popolazione locale e la chiusura ad ogni ipotesi alternativa ci ha fatto capire che per loro la volontà popolare non ha nessun valore  in confronto ad altri fattori soprattutto economici come dimostra la mancanza  presa in considerazione di dislocazione del radar sulla torre telecom per non mettersi contro una multinazionale (parole loro).

Da qui la nostra decisione di portare le nostre istanze alla Commissione europea mettendo in luce tutte le contraddizioni emerse anche dalle sentenze che pur riconoscendo in toto le nostre osservazioni, come la mancanza di valutazione di impatto ambientale (obbligatoria in caso di zone protette e monte li foj è zona zsc natura 2000) o le loro stesse contraddizioni: prima dicono che la rete di radar funziona benissimo anche senza il radar in questione ma poi dicono che l’opera è indispensabile e urgente (dopo 29 anni da quando è stato progettato…..)

Senza contare -aggiungo- che  la tecnologia in tutti questi anni si è molto evoluta con sistemi notevolmente meno invasivi sia per quando riguarda gli habitat naturali che di sicurezza per la popolazione locale (sistemi GPS) come da noi dimostrato con l’intervento del dottor Vespe dell ‘Asi di Matera, la totale mancanza di sicurezza riguardanti la non pericolosità delle onde elettromagnetiche  visto le discrepanze tra la vicinanza delle abitazioni sul progetto da loro redatto con  la realtà (3km da progetto invece meno di 1km in realtà), la situazione degli usi civici gravati sui terreni ecc ecc. Tutte queste considerazioni ci hanno portato a prendere questa decisione nella speranza che nel frattempo chi di dovere cominci a capire che i cittadini non sono da considerare dei sudditi a cui imporre scelte calate dall’alto ma un’entità con cui dialogare e cercare di trovare la migliore soluzione per il bene dell’intera comunità picernese, lucana ed italiana.

Non vorremmo-concludono i comitati di cittadini- che l’Italia tutta sia condannata per colpa di burocrati e politici miopi e chiusi nelle loro torri d’avorio.

Noi lo avevano promesso ai nostri concittadini la nostra lotta contro questa opera inutile costosa e oltremodo dannosa per la nostra montagna e per i cittadini tutti, continuerà finché le nostre ragioni non saranno ascoltate.