Sanità in Basilicata: tutti bravi a cercare scuse, ma nessuno chiede scusa

Nel frattempo che poco o nulla funziona, taluni medici con i loro studi privati si stanno arricchendo oltre misura, mentre i cittadini si impoveriscono: “180 euro o 120 senza ricevuta"

Non si muove foglia. E si sta come in guerra i feriti sul selciato. La sanità lucana è allo stremo, in perenne emergenza. Visite rinviate, ambulatori a mezzo servizio, sale operatorie senza medici. L’organizzazione mostra tutta la sua grottesca fragilità. Mali antichi che si ripercuotono nel presente e peggiorano la risposta alla domanda di salute.

Se mancano gli spazi per operare e scarseggiano gli anestesisti la realtà impone la massima efficienza nell’utilizzo delle risorse umane, di tempo, di programmazione. Se qualcuno preferisce lavorare in orari di comodo anziché quando è necessario, l’inefficienza è preventiva. Se non esistono procedure per rimediare a improvvise carenze, il disagio per i cittadini è noto dapprima.

I politici e i dirigenti li paghiamo per anticipare ogni evenienza che possa creare disagi ai cittadini. E se questo è troppo, allora che sappiano almeno risolvere i problemi. L’elenco delle difficoltà, delle risorse occorrenti, delle riforme necessarie, dei cambiamenti auspicabili, le lascino fare ad altri. Di giustificazioni ne abbiamo le tasche piene.

Quel che sta accadendo nel servizio sanitario regionale, a tutti i livelli – escluse le rare eccezioni – porta la firma di politici, dirigenti, sanitari, di oggi e di ieri. La sceneggiata a cui stiamo assistendo da mesi, è figliastra delle partiture scarabocchiate da molti anni. E sarebbe ora di spostare l’attenzione dalla commedia agli attori di ogni ordine e grado di apparizione.

Gli attori politici, che hanno ridotto la sanità a un bancomat del consenso, a un campo di battaglia tra consorterie in lotta, a un silos di clientele stoccate alla bisogna.

Gli attori medici e dirigenti generali, con quei primari senza reparto, o reparti istituiti apposta per il medico da promuovere a primario. Quei concorsi presi in prestito per sistemare gli amici, e quelle nomine intuitu personae di gradimento a tizio e caio.

In questi ultimi 20 anni, è successo di tutto: medici corrotti condannati e promossi in carriera, delibere manipolate, verbali operatori falsificati, dirigenti indagati e condannati promossi, concorsi truccati e così via.

Attori sullo stesso palco, sulla scena o dietro le quinte, che hanno recitato e recitano a soggetto una commedia che sarebbe ora di accantonare tra i brutti ricordi di una lunga stagione di vergogne.

Nel frattempo che nulla o poco funziona negli ospedali e negli ambulatori pubblici, taluni medici con i loro studi privati si stanno arricchendo oltre misura, al contrario i cittadini si stanno impoverendo.

Non ci sono scuse per un esame diagnostico rinviato o negato, per un ricovero saltato, per un’operazione rimandata, per una visita spostata al 2022. Noi vi paghiamo. E sarebbe il caso che qualche volta anziché cercare scuse chiediate scusa.