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Autismo in Basilicata. Lorenzo non ha diritto all’istruzione: insegnante si rifiuta e l’altro si mette in malattia

La mamma scrive al Presidente della Repubblica e al ministro dell’Istruzione. Queste le parole della docente il primo giorno di scuola: “ho paura di suo figlio, non voglio stare da sola con lui, non lo voglio datemi qualsiasi altro incarico…”

“Le assicurano che il ragazzo autistico può andare a scuola”, finalmente tutto risolto, tutto organizzato. Sarebbe stato un giorno felice per Lorenzo e i suoi genitori, dopo 7 mesi di lockdown, invece….

La mamma scrive al presidente della Repubblica e al ministro dell’Istruzione. Queste le parole della docente il primo giorno di scuola: “ho paura di suo figlio, non voglio stare da sola con lui, non lo voglio, datemi qualsiasi altro incarico…”

Questa la lettera integrale, testuale, originale che pubblichiamo omettendo soltanto alcuni nomi per ovvie ragioni di privatezza.

“Mio caro Presidente della Repubblica e mia cara Ministra dell’Istruzione sono la Signora Padula Anna vivo a Scanzano Jonico in provincia di Matera in Basilicata, sono la mamma di Lorenzo un ragazzo affetto da una grave forma autistica non autosufficiente, mio figlio pur avendo 14 anni e come se avesse 2 anni e richiede un’assistenza continuativa h24.

Durante il periodo del Covid 19 abbiamo perso tutti i servizi essenziali per i nostri figli disabili gravi; nella mia terra quando diventano maggiorenni, ma spesso anche prima, i nostri figli autistici gravi che necessitano del rapporto uno ad uno diventano invisibili perché non esiste un centro semiresidenziale dove questi ragazzi possono fare terapia ed evitare che possano regredire manifestando comportamenti problematici o aggressivi. A mio figlio ma anche ad altri ragazzi vengono meno due diritti fondamentali ed inviolabili alla salute, art.32 della Costituzione italiana, e articoli 33-34 all’Istruzione.

Dopo 7 lunghi mesi finalmente speravo in una ripresa graduale e scolastica di Lorenzo, allora per stare tranquilla la scorsa settimana ho contattato il Provveditorato agli studi di Matera per sapere se era stata assegnata la cattedra completa di 18 ore a mio figlio, la signora … dell’ufficio scolastico gentilissima mi ha detto che Lorenzo aveva avuto la cattedra completa e che potevo stare tranquilla che il docente era stato assegnato alla scuola. Io felice di questo vado a scuola per conoscere il docente di mio figlio e la preside, la professoressa … mi dice che sono tre i docenti che hanno 18 ore uno di questi è un soggetto fragile gli altri due la professoressa … e il professor … potrebbero essere i docenti di Lorenzo perché gli altri docenti per continuità educativa devono restare giustamente sugli stessi alunni. Lorenzo frequenta la seconda media dell’Istituto Giovanni Paolo II di Policoro.

Venerdì vengo contattata telefonicamente, vogliono sapere se Lorenzo lunedì inizierà la scuola io dico naturalmente di sì visto che con la Dirigente l’avevamo già stabilito di comune accordo giovedì mattina, lei mi risponde che la docente voleva saperlo perché cosi non si sarebbe presentata, io resto basita ma le dico che mio figlio verrà a scuola e se non dovesse esserci nessuno chiamerò i carabinieri per denunciare per interruzione di pubblico servizio.

Lunedi mi reco a scuola e mi trovo una situazione indescrivibile, la docente impalata in piedi che invece di accogliere mio figlio mi dice che lei ha paura di mio figlio, non vuole stare da sola con lui, “non voglio Lorenzo datemi qualsiasi altro incarico”, ad un certo punto inizia a piangere, mio figlio assiste a tutto in presenza di mio marito che non lo lascia, ad un certo punto Lorenzo scappa via dalla sua aula di sostegno, mio figlio è autistico ma non è privo di sentimenti. Lo stesso giorno chiamo la Dirigente Scolastica che mi tranquillizza dicendomi che verrà assegnato l’altro docente il professor … , in più verrà inserita un’operatrice che fa parte di un progetto la signora … specializzata in corsi sull’autismo, io mi rincuoro. Mercoledì mattina mi reco a scuola ma improvvisamente il docente si è messo in malattia ma non si sa per quanti giorni. Stamattina mi reco a scuola senza Lorenzo perché lui ha l’otite e vengo a conoscenza in segreteria che il docente è ancora in malattia ma non si sa fino a quando, nel frattempo trovo un docente che già è stato assegnato su due bambini per continuità educativa quindi non ha nessun motivo per mettersi in gioco ed iniziare un percorso con mio figlio.

Mio caro Presidente e mia cara Ministra io non sono una stupida, mio figlio non ha una malattia contagiosa è non è neppure un orco, la verità è quella che nessuno vuole la patata bollente, nessuno lo vuole purtroppo, le voci di corridoio circolano. Nel frattempo senza una figura stabile e certa come può Lorenzo ricominciare ad abituarsi al contesto scolastico? Come posso io portarlo a scuola sapendo che posso procurargli frustrazione non avendo una stabilità? Lei, Ministra, sicuramente potrà comprendermi perché è stata anche un insegnante di sostegno. A questo problema si è aggiunto anche l’interruzione dell’assistenza specialistica da parte del mio Comune, Scanzano Jonico, che forniva 14 ore per completare l’orario scolastico. Credo che nel rispetto di Lorenzo ma anche nei confronti di tanti docenti di sostegno specializzati che stanno a casa sarebbe giusto ammettere i propri limiti e rinunciare alla cattedra oppure dire come stanno realmente le cose, per dare la possibilità alla Dirigente scolastica di nominare una supplente per tutto l’anno.

Lorenzo non ha scelto di essere un disabile, il destino ha scelto per lui. Ognuno di noi potrebbe diventarlo in qualsiasi momento quindi dovremmo cercare di aiutarli perché sono soggetti fragili. A mio figlio vanno garantiti gli stessi diritti come ogni essere umano.

Se ci fosse stato un centro semiresidenziale Lorenzo avrebbe avuto la possibilità di scegliere almeno, invece così dovrà restare a casa, una vera ingiustizia oltre alla violazione dei diritti. Vi prego entrambi di aiutarci per favore, perché siamo stanchi di subire e rivendicare dei diritti.”

Padula Annamaria, mamma di Lorenzo – Scanzano Jonico (Matera)1 ottobre 2020

Il ministero ha  contattato Annamaria questa mattina, assicurando un intervento immediato. Infatti, già oggi dall’ufficio della ministra avrebbero chiamato la scuola suggerendo anche soluzioni per garantire a Lorenzo il diritto all’istruzione. Inoltre la Azzolina ha  chiesto di essere aggiornata sull’evoluzione della situazione. Per tutte le altre questioni relative alla mancanza di servizi per le persona autistiche in Basilicata, la segreteria del viceministro Sileri avrebbe fissato un appuntamento a Roma con Annamaria Padula ed il presidente Vito Bardi l’8 ottobre alle 15.

Lorenzo

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