Basilicata, anomalie negli impianti petroliferi: l’assessore all’Ambiente, il direttore dell’Arpab e la sceneggiata sui controlli

Lucani presi per i fondelli. Gianni Rosa e il suo amico Antonio Tisci lavorano alla prossima partitura, nel frattempo i signori del petrolio continuano a fare quello che gli pare

“Domenica 18 ottobre, a seguito di una segnalazione pervenuta al direttore generale dell’Arpab Antonio Tisci dall’assessore regionale all’Ambiente Gianni Rosa su un innalzamento anomalo della fiamma in torcia, i tecnici dell’Agenzia, in pronta disponibilità, si sono recati nell’immediatezza nell’impianto Total della concessione “Gorgoglione” di Corleto Perticara per verificare l’accaduto”. È il contenuto di una nota diffusa dall’Arpab ieri 19 ottobre. Titoli sui giornali e servizi televisivi.

Ebbene hanno verificato. I responsabili della Total hanno spiegato che “il fenomeno dell’innalzamento della torcia dell’impianto, in esercizio provvisorio, è stato provocato dal temporaneo malfunzionamento del compressore del gas metano e dal relativo invio in torcia del gas in eccesso”. E con ciò?  E questi signori del cambiamento diffondono un comunicato stampa in modalità “pompa magna” per dire che quelli della Total hanno giustificato un’anomalia. Caspitina, adesso sì che si fa sul serio! Non lo dicono i tecnici dell’Arpab che avrebbero verificato nell’immediatezza, lo spiegano quelli della Total: “malfunzionamento di un compressore…”

Il dg dell’Arpa e l’assessore all’Ambiente vorrebbero farci credere che i controlli sono immediati e stringenti? Che cosa è cambiato oggi rispetto a qualche settimana fa? La Regione chiede spiegazioni e la Total risponde con le sue giustificazioni, non sempre. Tutto qua. Nulla di nuovo all’orizzonte, anzi. Bastava una telefonata, un telegramma e la Total avrebbe risposto allo stesso modo: malfunzionamento del compressore…”

Purtroppo quando “sotto il vestito niente”, si preferisce far passare per straordinaria un’attività ordinaria, si prova a mettere in scena uno spettacolo di magia e illusionismo. Questi signori aprono le piume a ventaglio per dirci che hanno fatto un “controllo”: una sceneggiata indigeribile. Che cosa ci vogliono dire, che in tutti questi mesi non ci sono stati controlli?

Già in altre occasioni l’assessore ha chiesto spiegazioni scritte alla Total sulle fiammate anomale a Tempa Rossa e la risposta è arrivata come al solito: “niente di grave tutto a posto”.

E quando il gioco si fa duro cala il silenzio. In un nostro articolo del 20 agosto, abbiamo posto alcuni quesiti all’assessore all’Ambiente e al presidente della Regione, Bardi. Uno dei quesiti è il seguente: è vero che la Total a Tempa Rossa deposita centinaia di litri di prodotti chimici sotto una tettoia in piena campagna, senza alcuna autorizzazione? Quel deposito è in sicurezza? Esiste una vasca di contenimento? Ebbene a distanza di 48 ore dalla pubblicazione dell’articolo il direttore dell’Arpab, su sollecitazione dell’assessore regionale all’Ambiente, ha incaricato il dirigente dell’Area controlli della stessa Agenzia di procedere celermente all’esecuzione di controlli sul campo. Siamo al 20 ottobre e di quel controllo “celermente” non si è saputo più nulla.

Così come non si sa nulla sulle intenzioni di rendere pubblico ciò che è pubblico: la documentazione relativa alla selezione e alla nomina del nuovo direttore generale dell’Arpab. Nel frattempo Gianni Rosa e il suo amico Antonio Tisci, lavorano alla prossima sceneggiatura. E i signori del petrolio continuano a fare quello che gli pare.