Concorso Arpab: siamo certi che è tutto a posto?

Dubbi suscitati dalla sentenza del Tar

Recentemente il Tar di Basilicata si è espresso in merito al ricorso presentato dall’Ordine Nazionale dei Biologi, sentenziando di fatto l’annullamento del bando approvato con delibera Arpab n. 92 del 10 giugno 2020, a causa della mancata richiesta di abilitazione professionale e della mancata specifica richiesta di iscrizione ad apposito elenco prima della stipula del contratto di lavoro.

Di fatto, nonostante la delibera sia unica per tutti i profili richiesti, il Bando viene annullato solamente per i Biologi.

Siamo sicuri che anche per altri profili banditi, come da progetto Masterplan, non debbano essere necessarie le stesse qualifiche, visti i delicati compiti che i nuovi assunti saranno chiamati a svolgere?

Perché se Arpab ha bisogno di essere potenziata con professionisti, come continuamente dichiarato, indice un concorso dove non richiede requisiti normalmente presenti in tutti i concorsi Arpa d’Italia, compresi quelli indetti, e a tutt’oggi mai espletati dall’Arpab stessa?

Lo stesso TAR nella sentenza dichiara non condivisibile l’argomentazione difensiva dell’Agenzia del “favor partecipationis”.

Siamo sicuri che a concorso espletato i sindacati, oggi stranamente silenti, non insorgeranno contro i vincitori, come già successo con la somministrazione, visto che il bando è legato sempre allo stesso progetto Masterplan?

Sarebbe un peccato se questa si rivelasse l’ennesima presa in giro nei confronti dei lucani, di chi aspira ad un posto di lavoro serio in questa Regione, e della tutela ambientale.

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