Covid-19, il presidente della Basilicata è nel pallone

Vito Bardi continua a menare il can per l’aia e pensa di cavarsela somministrando ai lucani le solite chiacchiere palliative

“I numeri sono sotto controllo”, dice Bardi nel suo messaggio video di oggi 28 ottobre. Lo stesso giorno in cui la task force comunica 120 contagi sui 1451 tamponi processati ieri, che va a saldo di una curva che sale dall’1 ottobre, 264 casi, al 27 ottobre, 1073 persone positive.

E siccome il generale è un genio afferma che “la mia preoccupazione è quella di combattere sia la pandemia sanitaria che quella economica”. La pandemia economica ce la faremo spiegare in un’altra circostanza. Intanto, sempre perché è un genio lui crede che “la battaglia al Covid si debba fare sia dal punto di vista sanitario che dal punto di vista economico”. Un’idea davvero brillante, chissà perché nessuno ci ha pensato fino ad oggi.

A parte le promesse leggermente variate rispetto a una settimana fa sul numero di tamponi e test rapidi, c’è un’altra informazione straordinaria fornita oggi dal presidente: “Voglio essere chiaro però, i tamponi sono necessari per scoprire il virus e per isolare eventuali focolai, non sono la panacea di tutti i mali”. Questa non la sapeva nessuno, grazie a Bardi adesso è tutto chiaro: non è con i tamponi che si supera la pandemia.

La vera – buona? –  notizia è la stipula di una convenzione con le strutture private a cui possono rivolgersi i cittadini per fare il tampone, sotto ricetta medica, pagando il solo ticket.

Ma Bardi anche su questa “buona” notizia, ci infila la sua chicca originale: “Questo è un risultato importante che alleggerisce le strutture pubbliche, che non ha costi sulle famiglie lucane perché le spese sono a carico del sistema sanitario regionale”. Scopriamo oggi che il sistema sanitario regionale non è finanziato con la fiscalità generale, vale a dire con i soldi dei cittadini, ma dalla benevolenza di un filantrocapitalista nascosto da qualche parte nel mondo.

Un messaggio, quello di oggi, che aveva lo scopo di tranquillizzare i lucani, ma i più avveduti sanno che le chiacchiere palliative non rassicurano per niente.