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Covid Basilicata, il presidente e i suoi uomini non hanno il polso della situazione

Dopo il messaggio ai cittadini lucani, arriva una lettera aperta ai giovani lucani. A meno di due ore di distanza l’uno dall’altra. Come se i giovani non fossero cittadini e abbiano responsabilità distinte

Dopo il messaggio ai cittadini lucani, arriva una lettera aperta ai giovani lucani. A meno di due ore di distanza l’uno dall’altra. Come se i giovani non fossero cittadini e abbiano responsabilità distinte.

Il presidente della Basilicata probabilmente si è reso conto che nella conferenza stampa di ieri ha minimizzato troppo la situazione. Tuttavia, continua a fare proclami e nell’ultima ora veste i panni dell’educatore, anche se si comporta come un generale che parla alle sue truppe per motivarle nella battaglia. Non è così che si governa un’emergenza.

Si rivolge ai giovani per dire le cose che i giovani sanno già: indossare la mascherina, lavarsi le mani, mantenere le distanze, scaricate l’app immuni e vedrete che “ce la faremo”. A proposito, per farcela sappiate che è “sconveniente ammassarvi davanti ai bar o nelle piazze”. Un conto è che lo dicano i loro pari altro conto è che lo dica qualcuno che molti ragazzi neanche sanno chi è.

È evidente che Bardi e i suoi non hanno affatto il polso della situazione e si stanno muovendo senza sapere chiaramente che cosa si debba fare. Vivono in un altro mondo.

Se le azioni messe in campo dalla Giunta Regionale, dalla task force e dagli illustri consulenti di Bardi, in questa fase di emergenza, in queste ore importanti, sono le lettere e i messaggi del presidente, possiamo trarre conclusioni che avremmo voluto evitare. La prima: alla Regione sono tutti nel pallone; la seconda: dobbiamo preoccuparci più di quanto lo eravamo ieri sera; la terza: domina la confusione.