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Covid Basilicata, occorrono maggiore serietà e responsabilità: chi governa la macchina dell’allerta sanitaria?

Se non siete capaci ditelo. A distanza di mesi è inaccettabile la confusione nella gestione e nell'organizzazione del lavoro di contenimento dell'epidemia

I famosi duemila o tremila tamponi al giorno sono finiti nel libro delle favole. Al netto di quelli processati nei laboratori privati, siamo a circa 500 al giorno, se va bene. Carenza drammatica di personale sanitario e in aggiunta scarseggiano i kit diagnostici. Ma è come un cane che si morde la coda. Ad averli i tamponi chi li processa, in quali strutture e con quale personale?

Tutto lascia immaginare che questa estate alcuni politici responsabili del governo regionale abbiano preferito rilassarsi come se nulla stesse accadendo. Eppure, in questi giorni di allerta sanitaria, emerge con evidenza che la Basilicata è in piena confusione gestionale e organizzativa. Non si è stati capaci di allestire una struttura Covid per i contagiati che non hanno bisogno di ricovero. Intanto, all’occorrenza, continuiamo a pagare strutture private.

La capacità di processare una quantità decente di tamponi è un problema mai affrontato seriamente e mai risolto ormai dal mese di marzo. Il personale operativo e dirigente non riesce ad avere una visione comune. Confusione sui criteri di gestione dei pazienti covid a domicilio e negli ospedali. Tempi di risposta del sistema alle emergenze epidemiologiche, inaccettabili. Nessuno pare si preoccupi di leggere e analizzare le norme e le circolari che arrivano al ritmo quasi quotidiano, ognuno fa come gli pare. La mano destra non sa che cosa fa la sinistra. Un velo pietoso sull’organizzazione del traposto pubblico. E dunque, in questa situazione, il servizio sanitario e le sue articolazioni vanno in crisi alle prime fiammate di emergenza.

E mentre il presidente della Campania, De Luca, chiede e ottiene personale aggiuntivo dalla Protezione civile e dal Governo, il presidente della Basilicata, Bardi, chiede soldi per completare le tende donate dal Qatar. Roba da non crederci.

In più occasioni le ordinanze del presidente sono state da lui firmate a distanza, in alcuni casi la firma apposta sotto i documenti non sembra essere autentica, ma se così fosse non ci sarebbe nulla di male. Tuttavia, questa modalità di governare in remoto una regione non funziona ed è inaccettabile. La Giunta regionale e la maggioranza che la sostiene diano segnali inequivocabili di serietà e responsabilità.