Morte sul lavoro a Tito, il cordoglio dei sindacati

I segretari di Uil e Cgil tornano a chiedere sicurezza e prevenzione dopo l'infortunio costato la vita a un operaio di 45 anni

L’ennesima morte sul lavoro avvenuta oggi nell’area industriale di Tito Scalo conferma che l’attenzione sulla sicurezza sui posti di lavoro va mantenuta alta, non solo rispetto alla pandemia, ma in un quadro più ampio e generale. Ad affermarlo è il segretario regionale della Uil Basilicata Vincenzo Tortorelli sollecitando un’inchiesta rigorosa sulle cause della morte di un operaio che lavorava nei pressi di un capannone industriale. Come confermano i dati più significativi di fonte Inail, nei primi sette mesi 2020 gli infortuni sul lavoro in Basilicata sono stati complessivamente 1.832 di cui 1.106 in provincia di Potenza e 726 in quella di Matera ed hanno coinvolto 1.167 uomini e 665 donne.

Tra i luoghi di lavoro più esposti all’infortunistica si conferma l’industria e i servizi con 1246 denunce all’Inail (industria “stretta” 289, terziario 255, artigianato 130), seguita da agricoltura (314) e Pubblica Amministrazione (272). Tra le classi di età “a rischio”, al primo posto quella tra 55-59 anni (278 denunce), seguita da 50-54 anni (263), 45-49 anni (237), 60-64 anni (197). Non va sottovalutato – aggiunge Tortorelli – che non regge il confronto tra i primi sette mesi del 2020 e del 2019 (in Basilicata gli infortuni furono 2.713) in quanto il lockdown ha imposto per un lungo periodo il blocco di ogni attività produttiva considerata non necessaria. Con la ripresa pressoché completa l’impegno del sindacato dunque è su due fronti: il controllo delle misure di sicurezza in ogni posto di lavoro e con particolare attenzione nei comparti a maggiore rischio che sono industria ed edilizia;  la tutela in termini di sorveglianza sanitaria di lavoratori e lavoratrici cosiddetti “fragili” del settore privato e pubblico dalla pandemia.
E’ pertanto necessario  prepararsi a fronteggiare ogni evenienza e accrescere le misure di prevenzione negli ospedali e strutture sanitarie, negli uffici.  Per la tutela del personale scolastico, degli studenti e per tranquillizzare le famiglie, rinnoviamo l’invito al Presidente Bardi, di un incontro per affrontare collegialmente tutte le problematiche tuttora aperte che vanno dalle aule, ai banchi, alle mascherine, ai trasporti degli alunni, considerato che la sua ultima ordinanza non risolve tutte le questioni aperte specie nel trasporto”.

“La Basilicata piange oggi l’ennesima vittima sul lavoro. Nell’esprimere vicinanza alla famiglia dell’operaio di Ferrandina che ha perso la vita mentre svolgeva le proprie attività nella zona industriale di Tito Scalo, diciamo basta alle morti sul lavoro”. È quanto afferma il segretario generale della Cgil Basilicata Angelo Summa.

“In attesa che vengano fatti gli accertamenti del caso, chiediamo a chi di competenza di esercitare maggiori azioni di controllo e prevenzione. Siamo di fronte a una vera e propria emergenza in Basilicata, cui si può mettere fine solo unendo le forze e mettendo in campo azioni concrete.

È il momento che la politica e le istituzioni facciano la loro parte e che il mondo datoriale garantisca il rispetto delle norme e restituisca il giusto valore alla sicurezza nei luoghi di lavoro – conclude Summa – mettendo questo aspetto al primo posto rispetto al profitto, che sembra essere l’unico obiettivo perseguibile da parte delle imprese”.