Povera Basilicata: Total, la guerra dei sindaci e gli affari inconfessabili

La sensazione è che avevamo visto giusto soprattutto quando abbiamo scritto che “da quelle parti bisogna chiedersi non se ha vinto la destra o la sinistra, ma quali imprese, imprenditori, affari, interessi – e loro protettori, amici, parenti, cugini – hanno prevalso sugli altri.”

I sindaci della concessione Tempa Rossa annunciano per sabato 17 ottobre una mobilitazione di protesta. Nella lista dei Comuni che manifesteranno c’è anche Corleto Perticara, ma oggi 14 ottobre, il sindaco fa sapere che né lui né i suoi assessori parteciperanno al sit-in di protesta per dire basta al mancato rispetto degli impegni assunti da Total e dalla Regione su controllo impianti, tutela ambientale e occupazione.

Dobbiamo credere alle motivazioni del sindaco di Corleto, Mario Montano, che lamenta di non essere stato opportunamente coinvolto nell’organizzazione dell’iniziativa? Perché no. Però qualche dubbio è legittimo.

Gli altri sindaci, nel motivare la manifestazione, oltre a chiedere il rispetto degli impegni in materia di occupazione, scrivono “che quasi ogni giorno, in molti dei Comuni della concessione, si avverte un cattivo odore, simile a quello tipico delle uova marce, accompagnato da insofferenze di alcuni cittadini che hanno denunciato lacrimazione agli occhi e rossori al viso.” E aggiungono: “Vari Comuni (Accettura, Corleto Perticara, Cirigliano, Gorgoglione, Guardia Perticara, Oliveto, Stigliano) hanno segnalato l’accaduto all’assessore regionale all’Ambiente e alla Total, chiedendone i motivi ma, ad oggi, non è pervenuta alcuna risposta concreta. Questi ripetuti episodi sono stati preceduti, seguiti e comunque accompagnati da fenomeni di fiammate atipiche e, riferiscono fonti interne, anche da piccoli incidenti all’interno del centro olio.”

Il sindaco di Corleto al contrario scrive che “presunte denunce ricevute da alcuni cittadini che sembrerebbe abbiano lamentato sintomi correlati alle attività estrattive, a noialtri tali circostanze non risultano anzi interpellati alcuni nostri concittadini che vivono a ridosso dell’area in questione questi hanno categoricamente smentito di aver avvertito ad oggi simili sintomi”.

Non per smentire Mario Montano, che ci dicono essere brava persona, ma per amore della verità, siamo testimoni diretti di segnalazioni e rimostranze per cattivi odori, fiammate e rumori molesti arrivate nella nostra redazione, oltre che da Guardia Perticara, da Stigliano da Cirigliano, da Gorgoglione, anche e abbondantemente da Corleto Perticara. Non per smentire il sindaco Montano, ma per ricordare la verità alle persone che lo circondano: è evidente a tutti quanto è accaduto in questi mesi, in questi anni, a Tempa Rossa. Proprio in questo momento, mentre scriviamo, ci arriva una segnalazione, corredata da foto: “stanno bruciando zolfo nell’impianto, esce fumo dalla canna e si sente cattivo odore. A risentirne i cittadini di Accettura, Stigliano, Gorgoglione e Cirigliano”. Chiusa parentesi.

La sensazione è che avevamo visto giusto soprattutto quando abbiamo scritto che “da quelle parti bisogna chiedersi non se ha vinto la destra o la sinistra, ma quali imprese, imprenditori, affari, interessi – e loro protettori, amici, parenti, cugini – hanno prevalso sugli altri.”

Il resto dei sindaci, a parte qualche eccezione, sembra impegnato in una battaglia contro il mancato rispetto degli impegni sulle quote di lavoratori che la Total deve assumere in ogni Comune del perimetro Tempa Rossa, poiché sembrerebbe che la parte da leone la facciano solo alcuni. Dunque la loro è una protesta – legittima – seppure limitata alla solita guerra tra poveri, al solito tozzo di pane a tutela della misera economia di quelle terre. Pare vogliano alzare la voce, troppo tardi.

E se dovessimo scrivere un romanzo su quanto sta accadendo a Corleto Perticara e dintorni scriveremmo che in questo momento sono in gioco assunzioni, appalti sulla sicurezza e sulla logistica, interessi personali di cugini, amici e parenti di amministratori, che vorrebbero fare carriere nella multinazionale francese, o legati ad aziende che lavorano con Eni e con Total o legati a imprese che aspirano a fette di affari più succulente. Sempre in un romanzo, uno dei protagonisti chiederebbe come mai qualcuno, dalle parti di Guardia Perticara, e non solo, mantiene un tenore di vita che richiederebbe molto denaro? E sempre uno dei protagonisti domanderebbe: ma è opportuno che amministratori pubblici siano anche dipendenti della Total?

Ecco, chi vuol vederci chiaro è dalle fantasie di quel romanzo che dovrebbe partire. Perché da quelle parti si giocano partite private sul campo riservato alle istituzioni pubbliche.