Stupro di gruppo a Pisticci: arrestati altri quattro ragazzi

Le misure cautelari in carcere, disposte dal gip di Matera ed eseguite dalla polizia, sono scattate all'alba di oggi

Si è chiuso il cerchio dell’inchiesta della Procura di Matera sullo stupro di due ragazzine a Marconia di Pisticci, avvenuto nella notte tra il 7 e l’8 settembre scorsi.

Nel corso della mattinata odierna, a seguito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Matera, e condotte dalla Squadra Mobile di Matera e del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Pisticci, gli agenti della Polizia di Stato hanno arrestato Michele Leone, di 22 anni, Egidio Antonio Andriulli, di 22 anni, Rocco Lionetti, di 21 anni e Michele Falotico, di 21 anni, tutti residenti a Pisticci (Matera), per violenza sessuale di gruppo e lesioni personali aggravate e continuate nei confronti di due ragazze quindicenni di nazionalità britannica, avvenute nel corso della notte del 7 settembre in Marconia di Pisticci.

Su richiesta della Procura della Repubblica, il Giudice per le Indagini preliminari del Tribunale di Matera ha disposto la custodia cautelare in carcere per i 4.

Gli arresti di oggi si aggiungono a quelli effettuati l’11 settembre scorso quando erano stati destinatari di analoga misura cautelare gli altri quattro indagati: Michele Masiello, di 23 anni, Alessandro Zuccaro, di 21 anni, Giuseppe Gargano, di 19 anni e Alberto Lopatriello, di 22 anni, tutti di Pisticci.

Nel corso del prosieguo delle indagini gli investigatori hanno individuato l’ottavo indagato, Michele Falotico, ed erano emersi ulteri elementi che andavano inoltre ad aggravare gli indizi nei confronti di tutti gli indagati.

Ed infatti, proprio nel corso delle perquisizioni domiciliari connesse agli arresti dei primi quattro ragazzi, a carico di alcuni indagati venivano sequestrati indumenti e scarpe indossati al momento della commissione dei delitti, sui quali si rilevavano tracce di una vernice di colore verde dello stesso tipo di quella rinvenuta sul cofano dell’autovettura ove si erano consumate le violenze sessuali, sulle gambe di una delle due vittime e sul terreno circostante: questo elemento oggettivo confermava la presenza dei possessori di questi indumenti e scarpe sul luogo del delitto.

Inoltre, durante l’esecuzione delle misure cautelari dell’11 settembre venivano attivati presidi tecnologici, che fornivano ulteriori elementi a riscontro della presenza di tutti gli indagati sul luogo ove erano avvenute le violenze: infatti dalle registrazioni emergeva che costoro proponevano di condividere una versione da fornire al Giudice; insistevano sulla necessità di evidenziare che le ragazze erano consenzienti rispetto agli atti compiuti; ammettevano tutti la loro presenza sul luogo ove si erano svolti i fatti; si interrogavano sul motivo per cui Michele Falotico, l’ottavo indagato allora non ancora individuato, fosse rimasto estraneo alla vicenda nonostante fosse stato presente ai fatti, convenendo di suggerire allo stesso, in quanto non ancora indagato, la versione da fornire agli investigatori.

Inoltre, interrogato dal magistrato, l’indagato Rocco Lionetti riconosceva quasi tutti gli altri indagati nei soggetti immortalati dalle telecamere di video sorveglianza della villa che inquadravano l’area immediatamente adiacente al luogo delle violenze.

Dalla ricostruzione delle immagini, si notavano gli otto indagati e le due ragazze (una delle quali veniva spinta) che entravano nell’area dove si svolgevano le violenze. Gli indagati dopo diversi minuti uscivano dalla stessa area tutti insieme, alcuni di corsa, mentre le due quindicenni venivano immortalate dalle telecamere alcuni minuti dopo, sorreggendosi l’una all’altra. Nell’arco temporale di interesse investigativo, nessun altro entrava o usciva nella zona in cui era avvenuto lo stupro.

Gli investigatori hanno poi documentato una lesione sulla superficie anteriore del braccio destro di Giuseppe Gargano, della grandezza di 11 cm che si sviluppava in senso longitudinale e che, verosimilmente, poteva essere riconducibile alla reazione di una delle ragazze abusate.

Fin dalle prime denunce delle due ragazzine, confermate in sede di incidente probatorio, venivano attivate immediate indagini da parte degli inquirenti, consistite nell’acquisizione di immagini di telecamere, nell’assunzione di informazioni da persone presenti ai fatti, nell’acquisizione di documentazione sanitaria, in sopralluoghi di polizia scientifica, ed in riconoscimenti da parte delle persone offese, oltre che in interrogatori del pm nei confronti degli indagati.

Dalla complessa attività di indagine quindi è stato accertato che:

Nella tarda serata del 7 settembre, insieme alla sorella maggiore ed al cognato di una delle due, le minorenni erano andate ad una festa aperta a tutti che si teneva in una villa a Marconia. Poco dopo essere arrivate alla festa, venivano avvicinate da due degli indagati, che non avevano mai visto prima. I ragazzi riuscivano ad instaurare con le minorenni un rapporto dapprima amichevole, carpendone la loro fiducia. Successivamente, approfittando anche dello stato di alterazione psichica delle due minorenni, dovuto all’assunzione di alcool e inconsapevolmente di cocaina, si avvicinavano a loro altri partecipanti alla festa. Uno di essi, il Gargano, spingeva con forza una delle due minorenni in una zona buia sul retro della villa, seguito da Masiello, Zuccaro, Lopatriello e dall’altra ragazza, che seguiva la sua amica. Poco dopo giungevano anche Leone, Andriulli e dopo poco Lionetti e Falotico.

All’interno di una zona recintata retrostante al giardino della villa, venivano perpetrate due distinte violenze sessuali nei confronti delle minorenni, e ciascuno degli indagati avrebbe commesso vari atti sessuali. Le violenze si protraevano per circa 20 minuti, fino a quando gli 8 arrestati si allontanavano, seguiti a distanza di qualche minuto dalle minorenni.

Agli autori del reato, che ora sono stati tutti identificati e sottoposti a custodia cautelare in carcere, vengono contestati in concorso i reati di violenza sessuale di gruppo continuata ed aggravata dall’aver commesso il fatto nei confronti di minorenni ed aver concorso nel delitto più di cinque persone, approfittando delle condizioni di minorata difesa e dall’aver commesso il fatto in ora notturna, nonché di lesioni personali continuate e pluriaggravate.

I quattro arrestati di oggi, come gli altri autori del delitto, sono stati condotti nella Casa Circondariale di Matera.