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Assunzione precari alla Regione Basilicata, Uiltucs: che fine fanno i concorsi?

Il sindacato esprime dubbi sulle coperture economiche per l’ulteriore 50% dei posti disponibili da mettere a bando per l’accesso dall’esterno

Riceviamo e pubblichiamo la nota del segretario Uiltucs Basilicata sulle assunzioni di 112 precari annunciate dalla Regione Basilicata.

“È stato pubblicato sul Bur n. 103 dello scorso 13 novembre il bando di concorso per l’assunzione a tempo parziale al 50% di n. 112 funzionari di categoria “D1”, riservato ai soggetti in possesso dei requisiti previsti dall’articolo 20 comma 2 del D.Lgs 75/2017, la cosiddetta “Legge Madia”.

Nell’esprimere il nostro apprezzamento per la volontà dell’Amministrazione regionale di procedere con la stabilizzazione dei precari storici della Regione, ai quali sentiamo di esprimere tutta la nostra solidarietà, non possiamo di certo esimerci dal fare alcune valutazioni, e porre l’accento su un aspetto significativo che il D.Lgs 75/2017 (Legge Madia) mette in risalto proprio nel citato comma 2 dell’art. 20, ovvero l’espletamento dei concorsi.

Giova ricordare, testualmente, quanto prescrive il secondo comma dell’Art. 20 del D.Lgs 75/2017 “…..le amministrazioni, possono bandire, in coerenza con il piano triennale dei fabbisogni ……….., e ferma restando la garanzia dell’adeguato accesso dall’esterno, previa indicazione della relativa copertura finanziaria, procedure concorsuali riservate, in misura non superiore al cinquanta per cento dei posti disponibili, al personale non dirigenziale che, alla data di entrata in vigore del presente decreto, possegga tutti i seguenti requisiti:…… ecc. ecc.

La lettura del secondo comma dell’Art. 20 della “Madia” è quanto mai utile e preziosa per fare alcune considerazioni che riteniamo fondamentali e soprattutto orientate alla tutela di quanti lavorano all’interno dell’Amministrazione e aspirano ad una sacrosanta stabilizzazione, ma anche per chi è fuori dai palazzi regionali e aspetta i famosi concorsi., che sono i grandi assenti di tutta questa operazione.

Sarebbe altresì opportuno che la Regione chiarisse qual è la dotazione del P.T.F.P. per il triennio 19/21, perché facendo due calcoletti semplici semplici, tipo quelli della famosa “casalinga di Voghera” se oggi si mettono a concorso 112 unità (a prescindere che siano al 50% del tempo, quella è solo una, non banale, questione economica) significa che il piano dei fabbisogni dovrebbe prevedere un totale di 224 assunzioni nel triennio? Se la “Madia” fosse applicata correttamente la risposta a questa domanda sarebbe di sicuro affermativa.

E a proposito della non banale questione economica a cui si accennava pocanzi, permetteteci di esplicitare un altro dubbio che è del tutto fondato in considerazione del fatto che mettere a concorso 112 unità al 50% del tempo significa, di fatto, avere un budget per 56 unità a tempo pieno. Questo potrebbe voler dire che non c’è copertura economica per l’ulteriore 50% dei posti disponibili da mettere a concorso per l’accesso dall’esterno?

Pensiamo di non far torto all’intelligenza di nessuno ponendo questi legittimi quesiti.

Ci auguriamo, altresì, che tali dubbi siano venuti anche a quanti hanno sottoscritto l’accordo con la Regione Basilicata, anche se in tal senso non ci lascia del tutto tranquilli la richiesta da loro avanzata alla Regione per sopperire alla “dimenticanza” dei lavoratori in possesso dei requisiti previsti per l’accesso al profilo “C”.

L’auspicio è che si possa trovare la giusta soluzione sia per i precari storici che per tutti quelli che aspettano ansiosi un concorso, e tale soluzione è scritta nero su bianco, e molto chiaramente nel secondo comma dell’articolo 20 della succitata legge. Basterebbe applicarla.

Donato Rosa, segretario regionale Uiltucs Basilicata