Centro internazionale di dialettologia, Del Puente risponde a Cupparo

La coordinatrice del progetto: "Veramente triste dover difendere da un assessore di questa regione un progetto che alla Basilicata porta lustro"

La professoressa Patrizia Del Puente coordinatrice del Centro internazionale di Dialettologia replica all’assessore Cupparo che in una nota aveva parlato di gravi criticità procedurali, amministrative e contabili emerse dal progetto.

Di seguito la nota di Del Puente

“E’ veramente triste dover difendere da un assessore di questa regione un progetto che alla Basilicata porta lustro, ma non ci si deve arrendere, si deve fare chiarezza a fronte di rilievi buttati giù, in più casi,  in maniera insinuante. Credo fermamente che il bene vinca sempre alla fine, nonostante tutto…Procediamo con ordine.

L’assessore Cupparo nel suo documento dichiara quanto segue:

“…per ben due volte ho ricevuto la professoressa (Del Puente) al Dipartimento (sic!)…”

Vero, una prima volta nel 2019 poco dopo l’insediamento e durante questo incontro rassicurava la sottoscritta che il Progetto sarebbe andato avanti. Una seconda volta ho incontrato l’assessore su richiesta del senatore Di Nubila che sensibile culturalmente e saggio voleva dirimere un “fraintendimento” telefonico  incorso tra me e l’assessore Cupparo. Da allora, e parliamo di febbraio, l’assessore non ha mai nemmeno risposto alle mie richieste di avere con lui un incontro.

La sottoscrizione della convenzione con l’Università è datata al 21.02.2019, in effetti la burocrazia è molto più lenta della nostra voglia di lavorare per il territorio e abbiamo iniziato a lavorare prima della firma della convenzione, ma abbiamo fatto riferimento agli uffici dell’assessore Cupparo che non  hanno mosso alcun rilievo a riguardo.

L’assessore Cupparo scrive “Gli assegnisti che sono in numero di 5 e non di 7 sono stati contrattualizzati,…, soltanto nel mese di aprile 2019, pur avendo iniziato le attività 10 mesi pima, senza un quadro finanziario approvato…” Si assessore Cupparo, è vero, i 7 giovani che lavorano per il CID hanno lavorato gratis e si aspettano un plauso da lei non un’opposizione insensata! In effetti mi rendo conto che lei non possa credere che ci siano persone che lavorano gratis per un progetto grande che vede al centro la loro Terra e nel quale credono, ma esistono e sono i miei 7 giovani collaboratori. Se ne faccia una ragione, non tutti lavorano per i soldi. Riguardo il numero, se l’assessore avesse avuto la pazienza di leggere veramente i documenti, avrebbe visto che i due bandi di reclutamento degli assegnisti erano per tre persone durata di 18 mesi e per 4 persone durata 12 mesi rinnovabili. Assessore 3 più 4 fa proprio 7. Solo che proprio la precarietà della loro condizione ha portato due dei 7 vincitori a dimettersi per cercare una stabilità economica che la ricerca, in questa Regione, non garantisce. Poco dopo è stato preparato un nuovo bando, anche perché altri giovani già lavoravano gratuitamente al progetto, ma questo nuovo concorso non è stato mai concluso per i ritardi regionali che nonostante il nostro grido reiterato non hanno subito un’accelerazione, ma, anzi, un’ulteriore rallentamento.

Riguardo poi le “eccedenze di spese”  di cui al punto 4 l’assessore parla di “prenotazioni di camere con presenza di relativi coniugi (sic!)… dove fa riferimento al fatto che 5 dei 28 relatori partecipanti alla settimana internazionale dei dialetti erano venuti accompagnati dalle mogli. Si badi, 5 su 28! E non ovviamente coniugi dei componenti del CID che pure la formula cattivamente ambigua usata dal Cupparo potrebbe lasciar intendere. Bene, l’assessore subito dopo scrive: “mancata indicazione dei reali fruitori dei servizi pagati presso le varie strutture ricettive” (falso eclatante in quanto il nostro RUP ha reiteratamente inviato l’elenco dettagliato dei “fruitori” anche tramite PEC), ma comunque, l’assessore si metta d’accordo con se stesso se non abbiamo fornito l’elenco dei fruitori, come fa lo stesso a sapere dei “coniugi”?

E in ogni caso è assurdo che non si riconosca l’intera spesa di organizzazione.

Per quanto riguarda il punto 5 poi, l’assessore forse è l’unico che non sa che ho rinunciato a qualsiasi diritto d’autore e l’ALBa (assessore non AlBA!) viene sempre dato gratuitamente a qualsiasi associazione, comune, biblioteca, ecc. che ne faccia richiesta. Ma non so se l’assessore abbia idea di ciò che è l’ALBa.

Per quanto riguarda i fondi ancora non spesi prevalentemente FSC saranno impegnati per pagare i contratti ai 7, e ribadisco 7, assegnisti qualora la regione consenta di utilizzarli per la proroga del lavoro fino al 2022. Ogni assegno costa 24.000 euro all’anno per i lucani sarà facile fare due conti e capire che ciò che rimane serve praticamente solo per far continuare a lavorare le giovani eccellenze al Progetto di tutela delle lingue lucane.

Ad ogni buon conto invito l’assessore Cupparo ad organizzare un incontro pubblico: i lucani hanno diritto alla chiarezza e sarò felice di spiegare loro tutto quanto vorranno sapere e altrettanto sicuramente farà l’assessore.

Infine ammetto che per una cosa devo dare pienamente ragione all’assessore Cupparo che non sembra convinto della mia dichiarazione sulla completa gratuità del mio impegno: infatti assessore, è vero, io non lavoro a titolo gratuito, ma rimettendoci, in quanto tutti i paesi lucani in cui tengo lezioni, presentazioni di libri, incontri o altro li raggiungo con la mia macchina e a mie spese. Assessore, non tutti possono permettersi sulle spalle dei contribuenti un autista o il rimborso degli spostamenti!