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Covid-19, in Basilicata va tutto bene, i lucani devono stare tranquilli

Quando la politica è nelle mani dei giocolieri la realtà è sempre spettacolare

Ieri, 24 novembre, il presidente Bardi ha relazionato in consiglio regionale sull’emergenza Covid in Basilicata. Giustamente ha dato numeri e sciorinato frontespizi di delibere. Un’analisi fredda della gestione dall’inizio della pandemia ad oggi. L’ho ascoltato con molta attenzione e, soprattutto, guardato. La comunicazione non verbale ci racconta molte cose, più delle parole. Ho ascoltato il dibattito che, a parte le solite rare eccezioni, è stato mediamente deludente. Tra la relazione, con relativi dati che trovate qui, e la realtà dei fatti emergono contraddizioni profonde. La sensazione, ancora una volta, è che siamo di fronte a un’amministrazione regionale assolutamente inadeguata, sempre pronta a giustificarsi.

Quei dati sono molto discutibili. Il numero dei posti di terapia intensiva “disponibili”, per esempio, sono attivabili all’occorrenza? Vale a dire, c’è il personale medico specializzato per far funzionare quei posti letto? Non ci soffermiamo sugli altri numeri che, sappiamo, ognuno può leggerli secondo convenienza, come i famosi 2000 tamponi al giorno dati per certi.

I fatti ci dicono che molti cittadini e intere famiglie sono in attesa di risposte sul territorio, chiusi in casa senza che nessuno si faccia vivo per verificare le condizioni di salute sia dei positivi sia dei suoi contatti domestici. I fatti ci dicono che oggi abbiamo superato la soglia critica dell’1% dei contagiati attuali sulla popolazione residente che, ripetiamo, per la Fondazione Gimbe significa “epidemia fuori controllo”. I fatti ci dicono che siamo arrivati a 6000 contagiati nel corso di queste settimane, non all’improvviso, e che siamo ormai a 130 morti. Oggi, sarebbero circa 380 i positivi, il numero più alto dall’inizio della pandemia.  I fatti ci dicono che nelle residenze per anziani, e non solo, sono mancati i controlli ex ante, in alcuni casi manca la verifica dei requisiti per l’autorizzazione al funzionamento. I fatti ci dicono che le Usca sono ancora male equipaggiate, con personale insufficiente. I fatti ci dicono che è saltato da tempo il sistema di tracciamento, che i dati forniti ogni giorno sono confusi e inattendibili. Ci fermiamo qui, è inutile ripetersi per chi non sa ascoltare. La macchina può anche essere perfetta, ma non funziona.

I numeri di Bardi raccontano un’altra realtà che alcuni consiglieri di maggioranza colgono al volo: “gestione dell’emergenza buona a dispetto della campagna di denigrazione mediatica. Gli ospedali regionali, sia pure con difficoltà, stanno reggendo e Asp e Asm stanno lavorando proficuamente. Dati di fatto: siamo l’ultima regione nel rapporto tra positivi ogni cento tamponi con 2390 tamponi al giorno”.

Ma questa gente dove vive, dove abita? Impossibile risolvere i problemi se non li riconosci, impossibile risolverli se non hai l’inquietudine di affrontarli. È questa la vera tragedia che accompagna la pandemia da mesi in questa povera regione del Sud.