Covid, a Venosa un contact center per rispondere alle inefficienze della Regione

La sindaca, Marianna Iovanni: ai cittadini vanno date risposte e il contagio va fermato

“Dopo la dichiarazione di Genzano “zona rossa” e i focolai nelle case di riposo di Lavello e Venosa, con conseguente aumento dei numeri del contagio, la mappatura epidemiologica è risultata sempre più difficile, se non proprio saltata.”

È quanto afferma la sindaca di Venosa contattata dalla nostra redazione circa la notizia di un contact center per raccogliere le segnalazioni dei cittadini e provare a dare risposte circa l’emergenza sanitaria.

Medici di base e medici dell’USCO – spiega Iovanni – sono in evidente affanno, senza considerare l’esiguo numero di tamponi distribuiti in un territorio di ben 9 comuni.

La crisi della Task force e il sistema sanitario è in tilt – aggiunge – e ormai non bastano più le denunce, inascoltate, dei sindaci.

Ai cittadini vanno date risposte e il contagio va fermato con altro personale, con altri tamponi.

Noi nel frattempo agiamo e stiamo accanto ai nostri cittadini: tutti.

Ecco perché – chiarisce la sindaca – a seguito di una proficua videoconferenza, tenuta con i medici di base e il dipartimento di prevenzione, e acquisita la disponibilità del Comitato locale del Bradano della Croce Rossa Italiana, il Comune di Venosa si è reso disponibile a far partire nelle prossime ore un “contact center”. Una nuova attività del Centro Operativo Comunale che avrà il fine di rispondere ai tanti cittadini, contatti stretti di persone risultate positive, in attesa del tampone da giorni. E se sarà necessario, non esiteremo a rivolgerci al privato, in casi di estrema necessità, pur di tracciare ogni singolo contatto e tentare il più possibile di arginare l’onda del contagio.

Noi partiamo- conclude – in attesa che la Regione risponda con fatti alle denunce dei continui disservizi.