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Covid, Bardi continua a dare i numeri al lotto: “facciamo molti tamponi, per questo l’indice Rt è alto”

Anziché risolvere i problemi, il presidente della Basilicata continua con la solita ammuina retorica per difendersi dagli attacchi dell’opinione pubblica

Il presidente in un suo intervento di ieri, 29 novembre, su un giornale locale ha sciorinato tutta la sua capacità retorica per difendersi dalle critiche dell’opinione pubblica. Lo fa premettendo che il clima è avvelenato ad arte da certa stampa e da taluni opinionisti. Ma veniamo ai punti fondamentali del suo, ormai solito, ragionamento giustificatorio e difensivo. “Facciamo più tamponi e ne risente l’indice Rt”. Purtroppo i tamponi ieri erano 673, l’altra domenica 380 e negli ultimi 8 giorni una media di 1500. Oggi il rapporto test/positivi è del 14%.

Nonostante la scarsità di test eseguiti il presidente afferma che “L’estesa campagna di screening ha dato al nostro sistema sanitario la possibilità di individuare molti soggetti positivi con sintomi lievi rientranti appieno nel calcolo dell’indice Rt, ma anche tanti asintomatici che sono stati isolati per evitare una diffusione ulteriore dei contagi. Dunque, l’aumento dell’indice Rt, è assolutamente correlato al numero di tamponi effettuati…” Come abbiamo visto, i tamponi scarseggiano alla grande.

Ad ogni modo non sappiamo chi abbia suggerito a Bardi il semplificato ragionamento sull’indice di contagiosità.

Sappiamo che l’Rt si basa sul calcolo dei soggetti positivi sintomatici, che c’entrano gli asintomatici? I dati che la Regione dichiara al ministero per il calcolo dell’indice si basano su data inizio sintomi e su data ospedalizzazione. Dunque, gli asintomatici giocano un ruolo di mitigazione artificiale dell’Rt, specie quando i tamponi di screening entrano in competizione con i tamponi sui sintomatici che restano a casa in attesa di un test che non arriva mai o che arriva troppo tardi.

Bardi dovrebbe anche sapere che la mancanza di una centrale di tracciamento che chiama tutti i positivi e completa i dati epidemiologici rende impossibile correggere il dato sui sintomi che possono anche insorgere dopo la richiesta del tampone.

Queste criticità sottostimano l’indice Rt che, nonostante le capriole sui dati, è al momento tra i più alti d’Italia in una regione a bassa intensità abitativa e con una popolazione residente poco superiore a 500mila persone.

È molto probabile che la precarietà dei dati Rt derivi anche dal fatto che diverse persone siano registrate come asintomatiche nonostante abbiamo avuto sintomi. In più, c’è un sacco di gente a cui, pur avendo sintomi, non è stato eseguito il tampone. Però nel frattempo facciamo gli screening su persone asintomatiche in modo che l’Rt non aumenti.

Tutta questa roba si chiama inefficienza della macchina organizzativa nella gestione della pandemia. Non pare ci siano altre spiegazioni convincenti, caro Bardi.

I fatti, oltre le opinioni sui numeri, ci dicono che i contagi in Basilicata ancora non calano, numerose famiglie sono in attesa di un tampone di verifica, numerosi asintomatici sono chiusi in casa ignari del loro destino. I positivi attuali hanno superato abbondantemente i 6000, ben oltre l’1% della popolazione residente. Le Usca funzionano poco e male. In questa situazione lei, presidente, si attarda a spiegare come interpretare l’indice Rt. Applausi.