Indennità di rischio operatori sanitari lucani, Uil Fpl: si rispettino accordi

Nel caso contrario il sindacato preannuncia che ricorrerà nelle sedi opportune

L’aumento del numero dei contagi tra gli operatori sanitari non può e non deve essere sottovalutato, per questo bisogna mettere i lavoratori delle Aziende Sanitarie nelle migliori condizioni possibili per poter operare in questa grave emergenza sanitaria che viviamo ormai da mesi.

La Uil Fpl Basilicata in una nota torna a chiedere sicurezza e prevenzione dei contagi nelle strutture sanitarie lucane.

Il sindacato nell’esprimere “gratitudine a tutti gli operatori sanitari per l’eccellente lavoro che stanno svolgendo per favorire il contenimento del coronavirus”, ribadisce che “è necessario nei loro confronti adottare provvedimenti per il riconoscimento delle giuste indennità di rischio”.

Inoltre, è stato un bene aver effettuato il primo screening dei tamponi; Ora lo (vogliamo ribadire con forza), è necessario che vengano effettuati i tamponi ciclicamente a tutti i lavoratori delle Aziende Sanitarie, per monitorare l’andamento dell’epidemia e per scongiurare il pericolo di diffusione del contagio da Covid-19 nelle strutture.

Rivolgiamo -aggiungono i segretari, Guglielmi, Verrastro e Pisani-quindi un ultimo appello alla Regione Basilicata e alla Task Force affinché emanino a breve delle direttive per l’esecuzione dei tamponi ciclicamente ovvero almeno ogni 14gg, anche alla luce dell’istituzione del Drive-in davanti all’Ospedale San Carlo.

Uil Fpl annuncia che dopo le tante richieste formulate per iscritto ed appelli accorati sulla stampa locale, “non avendo al momento avuto alcun riscontro tangibile, ha intrapreso un’azione legale, preceduta da una diffida formale tramite il proprio legale, affinché la Regione Basilicata, così come approvato con Delibera 582 del 6/08/2020 trasferisca entro 10 giorni, il 2% del monte salari regionali del 2018, che è elemento necessario alle Aziende Sanitarie per rimpinguare il fondo specifico per erogare tale indennità di rischio (art.86 comma 6 lettera c) agli operatori sanitari (compreso i tecnici che svolgono attività diagnostiche, le ostetriche, autisti ecc.) che in alcune Aziende sono state addirittura sospese per mancanza di fondi.  Nel caso contrario il sindacato preannuncia che ricorrerà nelle sedi opportune per il mancato rispetto degli accordi sottoscritti e mai attuati, ovvero farà ricorso all’articolo 28 per condotta antisindacale.