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La Basilicata a carte quarantotto, perché?

Come può riscattarsi una regione che sopravvive di ignoranza, di superficialità e di sciatteria?

Perché Vito Bardi anziché insediare un gruppo di tecnici ed esperti per la gestione operativa delle misure anti-covid, ha puntato su una specie di direttorio istituzionale formato in base ai ruoli ricoperti all’interno dell’amministrazione regionale e sanitaria?

Perché i contatti di 152 positivi sono sfuggiti al tracciamento e dunque non è stata costruita la catena del contagio?

Perché per raggiungere quota 3000 tamponi al giorno c’è sempre un macchinario in arrivo che non arriva mai?

Perché il Piano strategico regionale non è ancora approvato, in violazione dello Statuto della Regione?

Perché Bardi parla di progetti di miliardi di euro a valere sulle risorse del recovery fund “in linea col programma di governo regionale” senza che nessuno sappia quale sia questo programma regionale perché inesistente? E perché ai progetti lavorano burocrati ed esperti dell’età della pietra, senza coinvolgere tutti gli attori ai quale chiede continuamente collaborazione? E perché si mette mano a roba di estrema importanza senza avere mai approvato il Piano strategico regionale?

Perché si smantella un ospedale per farne una struttura covid, impiegando importanti risorse pubbliche e poi lo si rimonta perché più non c’è covid impiegando altre risorse pubbliche, e poi lo si smonta di nuovo per farne struttura covid impiegando altre risorse pubbliche?

Perché un assessore sventola con vana gloria il buon lavoro svolto dalla Giunta regionale per contrastare il Covid e dopo qualche giorno la Basilicata da zona gialla diventa zona arancione?  E perché il presidente un giorno dice una cosa e il giorno dopo viene smentito dai fatti?

Perché le multinazionali del petrolio continuano a inquinare e ad arricchirsi senza aprire il portafoglio e la Regione continua a menare il can per l’aia?

Perché in molti uffici pubblici e para-pubblici quando i dipendenti lavorano da casa i telefoni sono sempre muti?

Perché si fa confusione tra rsa, case di riposo, case alloggio quando si scrive e si parla di contagi in quelle strutture?

Perché qualcuno parla di linee guide più stringenti per le case di risposo, anziché di controlli più efficienti?

Perché gente indagata, condannata, viene premiata con scatti di carriera?

Perché finanziamenti, contributi, progetti onerosi per la pubblica amministrazione finiscono spesso nell’oscurità delle anomalie?

Dobbiamo continuare? Abbiamo provato a darci una spiegazione a tutto questo per capire quali possano essere le cause profonde. La risposta è: mediocrità, cialtroneria, ignoranza, superficialità, furberia, vanità, impostura, incompetenza, furfanteria.

Siamo dangerous area da anni, altro che zona arancione.

In questi mesi abbiamo scritto pagine intere di articoli, editoriali, approfondimenti, per raccontare il pericolo che corre la Basilicata nelle mani di questa politica con la benda agli occhi e i tappi nelle orecchie. E questo pericolo ormai dovrebbe essere percepito da molti.

Non si percepisce abbastanza, però, che molta parte della società lucana, nelle sue articolazioni, civili, economiche, culturali, la sua opinione pubblica, certi giornali e televisioni, sono altrettanto pericolosi. Qui, diciamolo, da decenni siamo in guerra con la mediocrità e con i mediocri. La mediocrità, la pochezza, l’insignificanza avanzano inesorabilmente conquistando territori sempre più vasti, mentre buona parte dei lucani non sa fare altro che allearsi con i condottieri dell’esercito dei cialtroni.