La dirigenza delle Ferrovie Appulo lucane rispetti la Basilicata e i suoi lavoratori

Usb: hanno mortificato un territorio

Usb Basilicata in una nota interviene sulla gestione delle Ferrovie Appulo Lucane.
Di seguito il comunicato stampa.

“C’era una volta, 100 anni fa, una ferrovia che collegava il Capoluogo della Basilicata a quello della Puglia. Si trattava di un treno più piccolo ma molto importante perché si arrampicava sulle pendenze che da Genzano portano ad Acerenza, Pietragalla, Avigliano Scalo e Potenza”…

Questa che potrebbe sembrare una favola purtroppo non lo è: è invece l’agghiacciante realtà delineatasi in questi anni, che ha tolto i treni ai nostri territori a scapito dei cittadini e dei lavoratori.

L’11 giugno 2012 difatti le Ferrovie Appulo Lucane chiudevano la tratta Genzano – Oppido – Avigliano Lucania per lavori di sistemazione sede, opera darte e canalizzazioni impianti tecnologici, lavori che fra Genzano e Oppido sarebbero dovuti durare solo 7 mesi fino all8 Gennaio 2013. 4 ore erano troppe per la tratta Potenza-Bari e i lavori avrebbero restituito una ferrovia più veloce e moderna.

Il Responsabile Unico del Progetto è un interno Fal, ling. Edoardo Messano e il presidente era allepoca Matteo Colamussi rimasto poi come direttore generale. Oggi nel 2020, più di 8 anni dopo, di questa ferrovia la città di Potenza e i paesi interessati hanno perso le tracce. Hanno perso cioè un’infrastruttura di collegamento importantissima che se fosse stata ben gestita, dal management delle Ferrovie del Ministero dei Trasporti – Fal, avrebbe dovuto essere fiore allocchiello della Provincia di Potenza e tassello di sviluppo sociale basilare per lintera comunità.

Non sono bastate le interrogazioni parlamentari, ultima addirittura linterrogazione al Parlamento Europeo di Piernicola Pedicini, a far capire a costoro che la Ferrovia è cosa troppo importante per essere ridotta così. L’Olaf (l’organismo europeo anti-frode) rispose di interessarsi alla questione e come per miracolo il giorno 15 marzo 2017 ne venne riaperto un pezzetto: linutile e breve tratta che univa la stazione di Genzano a Tarantella, una nuova fermata ricavata nelle campagne del territorio fra Oppido e Genzano. Erano 5 km circa percorsi da un treno al mattino presto ed uno alla sera, specchio per le allodole oggi nemmeno più attive. Intanto 8 corse al giorno venivano sostituite dai bus costretti a percorrere stradine provinciali strette e impervie al limite della sicurezza, e questo fino ad oggi!

Molti errori si sono succeduti durante i lavori divisi, invece che in un solo lotto, in più lotti sempre a singhiozzo, di questa ferrovia ormai fantasma: da misure sbagliate delle gallerie non adatte ai nuovi treni Stadler, a smottamenti che hanno determinato screzi fra Ferrovie e Comuni (Acerenza), errori che abbiamo in questi anni puntualmente segnalato. Oggi quel che rimane di questa triste vicenda sono i pochissimi viaggiatori sulle linee bus Fal che per andare da Potenza a Bari (solo 150 km), sono costretti a prendere 2 bus e due treni impiegando dalle 4 alle 5 ore cambiando mezzo fra le 2 e le 3 volte, percorrendo curve al limite dellindigestione. Decadenza, altro che sviluppo!

Per tutto questo vi ringraziamo cari dirigenti Fal: per aver lasciato appassire per 8 anni un intero territorio mortificandone i lavoratori (Manovratori, Capistazione, Capotreni, Operatori di Esercizio) sbattuti come oggetti, per aver reso le stazioni deserte o averle chiuse (Acerenza, Pietragalla), laddove la storia ha visto viaggiare sui treni negli anni decine di migliaia di lucani che non torneranno più. Ancora oggi, per la confusione che regna sovrana e per i corsi formativi e di aggiornamento che non predisponete al personale viaggiante, vi sono risorse umane lasciate inattive (fra Macchinisti e Capitreno) costretti a fare riserva aspettando un management interessato al compito gestionale di unazienda di trasporto trasparente, efficace ed efficiente. Sembra difatti che da ben 8 anni a qualcuno” non importi dei servizi lucani e tutto questo non riguarda solo il sindacato e i lavoratori ma anche il futuro dell’intera regione Basilicata. 

Rosalba Guglielmi Usb Basilicata

Gabriele Di Stasio Rsa Fal Usb