Legambiente: i due capoluoghi lucani ancora lontani da una gestione urbana di qualità

I dati emergono in Basilicata dal Rapporto Ecosistema urbano

Sono dati in chiaroscuro, più gli scuri in verità, quelli che emergono in Basilicata dal Rapporto Ecosistema urbano di Legambiente, Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore sulle performance ambientali dei capoluoghi di provincia. Peggiorano i dati sulla qualità ambientale delle due principali città in Basilicata. E’ quanto emerge dal Rapporto Ecosistema urbano di Legambiente, Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore sulle performance ambientali dei capoluoghi di provincia italiani.

Il punteggio, assegnato in centesimi, viene assegnato sulla base dei risultati qualitativi ottenuti nei 18 indicatori considerati da Ecosistema Urbano che coprono sei principali aree tematiche: aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano, energia. Potenza peggiora sensibilmente la sua classifica generale collocandosi al 75° posto (nel 2019 era al 50°, anche se nel 2018 era al 93° posto). Matera invece rimane molto indietro collocandosi in 94a posizione (nel 2019 era 93a e nel 2018 era al 91° posto).

Complessivamente continuano a persistere diverse questioni urbane non risolte (a Potenza soprattutto le problematiche del settore trasporti e mobilità, a Matera quella dei rifiuti, ma dati molto negativi emergono anche su dispersione della rete idrica e consumo di suolo) e la carenza di modelli di gestione urbana di qualità. Analizzando nello specifico i parametri presi in esame emerge la notevole differenza tra i due capoluoghi per quanto riguarda la gestione dei rifiuti. Infatti Potenza si colloca a metà classifica in Italia per la percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti (nel 2019 circa 63% comunque al di sotto del target fissato dalla normativa già al 2012 del 65%) mentre Matera, che sta avviando un reale sistema di raccolta differenziata, si trova nel 2019 agli ultimi posti (meno del 24%). Positivo il dato per entrambe le città della produzione rifiuti procapite (ottima Potenza, buona Matera) e per il numero di abitanti serviti dalla raccolta domiciliare dei rifiuti (per entrambe le città il 100%).

Per quanto riguarda la gestione idrica i due capoluoghi presentano una elevata percentuale di popolazione residente servita da rete fognaria delle acque reflue urbane (entrambe le città vicine al 100%) mentre negativo è il dato sulla dispersione della rete della rete idrica ancora molto elevata a Potenza (il 38%) e pessimo a Matera dove ben oltre la metà dell’acqua immessa nelle condutture viene dispersa. Discreta la posizione per i consumi idrici domestici.

Nel sistema dei trasporti urbano e della mobilità cittadina Potenza vanta il poco invidiabile dato dell’altissimo tasso di motorizzazione pari a 76 auto ogni 100 abitanti (che continua ad essere tra i peggiori in Italia), mentre Matera va un po’ meglio con 64 auto ogni 100 abitanti, dato che è comunque ben sopra la media nazionale. Modesta in entrambe le città l’offerta del trasporto pubblico (entrambe sotto il dato di 23 km percorsi dalle vetture per abitante per anno ed entrambe collocate oltre la 50a posizione in questa classifica). Matera come lo scorso anno presenta una posizione accettabile nella classifica relativa ai passeggeri del trasporto pubblico (60 viaggi/abitante/anno sul trasporto pubblico), dato non disponibile per Potenza, dove però ci sono meno incidenti stradali rispetto a Matera (a Potenza 4.2 incidenti stradali gravi ogni 1000 abitanti, Matera 5.4 incidenti stradali gravi ogni 1000 abitanti in aumento rispetto allo scorso anno).

Le piste ciclabili e le isole pedonali presentano numeri irrisori o quasi per entrambe le città. Il Car sharing è una buona pratica sconosciuta nelle due città. Per quanto riguarda la qualità dell’aria (biossido di azoto, polveri sottili e ozono), sia a Potenza che a Matera il dato risulta purtroppo indisponibile per assenza o carenza di risposte da parte degli uffici comunali (e questo influisce negativamente sulla classifica complessiva). Matera presenta buone performance relativamente agli altri capoluoghi, per quanto riguarda i dati su diffusione di solare termico e fotovoltaico (quasi 5kw per abitante) mentre Potenza è molto più dietro (poco più di 2kw per abitante), ma in entrambe le città i dati sono statici.

Per quanto riguarda il parametro relativo all‘uso efficiente del suolo che, sulla base delle elaborazioni di ISPRA, considera il trend di consumo di suolo e il livello di urbanizzazione in relazione ai residenti, i dati sono in peggioramento sia per Potenza che per Matera, con quest’ultima in particolare collocata molto in basso nella relativa classifica. Infine per quanto riguarda il verde urbano espresso in metri quadrati/abitante, il dato è molto positivo per entrambe le città (Potenza con quasi 200 m2 per abitante di verde urbano e Matera quasi 1000 metri quadrati ad abitante). Nel caso di Potenza però si tratta spesso di verde disponibile ma non sempre fruibile, mentre a Matera il dato risulta “gonfiato” per l’inclusione tra le aree verdi urbane delle aree del Parco delle Chiese rupestri. Nessun dato invece sul numero di alberi per abitante.

“L’Europa – dichiara Antonio Lanorte, Presidente di Legambiente Basilicata – ha destinato al nostro Paese 209 miliardi di euro, una cifra molto importante che non potrà non riguardare le aree urbane, utili anche per il raggiungimento degli obiettivi Onu sullo sviluppo sostenibile al 2030. Una quota rilevante sarà destinata anche alla Basilicata. Quindi nella prossima fase storica si giocherà una partita fondamentale per fronteggiare le tre crisi attuali – l’emergenza sanitaria, economica e climatica – e per vincere la sfida della modernizzazione del Paese e della nostra Regione. I dati contenuti in questa edizione di Ecosistema Urbano, relativi al 2019 e quindi ad una situazione pre-pandemia, ne sono la testimonianza più evidente. L’Italia e la Basilicata non possono mancare questa occasione irripetibile per rendere le nostre città più moderne, sostenibili e sicure. Dopo decenni di discussioni, analisi dei problemi e definizione della loro soluzione come abbiamo fatto con questo rapporto annuale, ora abbiamo la possibilità di risolverne una gran parte grazie alle risorse europee.