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Ospedale covid a Venosa, Cisl Fp: “Ci risiamo, l’arte della politica colpisce ancora”

Le Rsu scrivono a Bardi: cittadini del Vulture Alto Bradano penalizzati ancora una volta

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I componenti della Rsu della Cisl Fp dell’ospedale di Venosa, Nunzio Di Vietri e Luciano Lentini intervengono sulla decisione della Regione di adibire il nosocomio al ricovero di positivi al covid, asintomatici e paucisintomatici.

I due sindacalisti ritengono infatti che tale decisione comporti una grave penalizzazione per tutti gli utenti dell’ospedale venosino e per le comunità del territorio e ricordano che nonostante le difficoltà legate all’emergenza sanitaria da coronavirus la struttura ha prodotto circa 106mila prestazioni con liste d’attesa quasi azzerate.

Rivolgendosi poi al presidente della Regione, Vito Bardi, chiedono di verificare se nella struttura possano convivere posti letto covid e prestazioni sanitarie ordinarie al fine di scongiurare un’ulteriore chiusura come già avvenuto la scorsa primavera.

Per Di Vietri e Lentini la scelta di Venosa potrebbe essere nascondere in realtà una mera manovra politica finalizzata a salvaguardare presidi ospedalieri che si trovano nel territorio di qualche componente della Giunta o di qualche consigliere con l’intento di distruggere quanto di buono è stato fatto all’ospedale di Venosa, se così non fosse- aggiungono- perché non accogliere la richiesta di quei sindaci che hanno dato disponibilità ad utilizzare le strutture ospedaliere dei loro territori?

“Che fine hanno fatto le tende del Qatar- che- ricordano i due sindacalisti, in Veneto sono state montante in 20 giorni?

Di Vietri e Lentini auspicano che il “Ministero della Salute e altri organi di vigilanza vengano in Basilicata a vedere cosa sta succedendo e come viene gestita la sanità pubblica” e non escludono una manifestazione di piazza per ribadire l’importanza dell’ospedale per i cittadini del Vulture Alto Bradano.

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