Tamponi dai medici di famiglia, Fp Cgil: Non firmiamo accordo

Il problema non è la disponibilità di tutti i professionisti, ma la loro sicurezza e quella dei cittadini

La Fp Cgil Medici ha deciso di non firmare in Regione Basilicata l’accordo per consentire ai medici di medicina generale di effettuare i tamponi. Ribadiamo la nostra contrarietà all’accordo siglato per l’affidamento dei tamponi negli studi privati dei medici di medicina generale- scrive il sindacato in una nota-Il problema non è la disponibilità di tutti i professionisti, compresi quindi anche i medici di medicina generale, ma la loro sicurezza e quella dei cittadini.

La Fp Cgil chiede “garanzie per un servizio sicuro, efficace ed efficiente e la sicurezza dei medici e dei cittadini che viene minata dalla prospettiva dei tamponi in studi privati dove accedono anche cittadini per altre patologie con rischio di chiusura di studi medici in caso di positività del cittadino o contagio del medico. Inoltre molti studi medici sono ubicati in condominio. Coinvolgendo i medici di famiglia, peraltro libero professionisti già troppo isolati e abbandonati dal sistema, si rischia di frammentare i percorsi di tracciamento, che al contrario hanno bisogno di un sistema coordinato e governato”.

Proponiamo di usare le risorse per potenziare l’assistenza territoriale invece di distribuirle a pioggia sulle decine di migliaia di studi medici che chiedono solo di assistere i propri pazienti in luoghi sicuri e la guida specialistica per curare i pazienti a domicilio e ridurre i ricoveri ospedalieri.

Siamo fermamente convinti -conclude Fp Cgil- che i test ed il tracciamento siano fondamentali per contenere la pandemia ma vanno affrontati potenziando quei servizi che sono in grado di organizzare percorsi sicuri ed efficienti con il ruolo centrale del medico di medicina generale nella cura del paziente a domicilio prima che le condizioni cliniche peggiorino.